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lunedì 9 gennaio 2017

TARANTISIS

Isis, la nuova leva di terroristi come un film di Tarantino

Non portano la barba o vestiti riconoscibili e hanno passaporti della Ue: sono le forze speciali
globalist9 gennaio 2017
di Roger Carnot

Appare ormai evidente che l'Isis è allo sbando in tutti i territori di cui si era impadronita. Anche l'escalation degli attentati di questi giorni in tutto il mondo sembra indicare che le smanie imperialistiche dei jihadisti sono ormai tramontate per far posto a un'attività terroristica permanente a tutto campo.
Noi continuiamo a chiederci chi siano veramente questi terroristi e fino a che punto siano organizzati. Ma ogni volta che ce lo chiediamo, ci ritroviamo a fare i conti con la nostra organizzazione, che fa cilecca da tutte le parti: a Nizza, a Parigi, a Berlino, negli Usa, a Istanbul abbiamo potuto constatare che il termine "sicurezza" quotidianamente masticato dai nostri governanti non ha più alcun significato. Abbiamo il vizio di nasconderci dietro la fiducia cieca verso una tecnologia che non può proteggerci poiché l'elemento umano è imponderabile e l'uomo può ancora, grazie alla sua natura, ingannare anche il più sofisticato dei robot.
E allora, visto che abbiamo a che fare con uomini in carne ed ossa, la notizia decisamente più preoccupante dei nostri giorni proviene dai servizi di sicurezza algerini, che l'hanno trasmessa ieri ai loro omologhi tunisini.
Algeri informa Tunisi che un gruppo i jihadisti capeggiati da Abou Abada Al Maghriby si sono appena infiltrati nel territorio tunisino. Questi jihadisti sarebbero appena una ventina, ma rappresentano le "forze speciali" del Califfato. Non portano la barba, non sono vestiti in modo riconoscibile, e hanno in tasca passaporti della comunità europea.
Gli uomini di Abou Abada Al Maghriby sembrano usciti da un film di Quentin Tarantino. Sono temibilissimi perché si tratta di killer allo stato puro, addestrati e strapagati dai servizi segreti di un paese arabo che ha sostenuto l'Isis, e si dedicano esclusivamente ad omicidi apparentemente gratuiti per destabilizzare qualunque situazione. Vengono chiamati anche "giornalisti assassini" perché nel 2011, durante la cosiddetta Primavera Araba, entrarono in Siria sotto mentite spoglie, tutti con false credenziali da giornalisti offerte loro da una nota Tv satellitare araba, e cominciarono a sterminare i ribelli antigovernativi che si stavano organizzando. 
Tutti quei delitti vennero automaticamente attribuiti al regime di Assad e contribuirono non poco a far precipitare la Siria nella guerra civile di questi anni che purtroppo conosciamo.
Dopo la deriva autoritaria della Turchia di Erdogan, la Tunisia è rimasto l'unico regime democratico del mondo islamico e del Maghreb. Quale può essere la regola d'ingaggio degli "Hateful Twenty" di Abou Abada Al Maghriby se non la destabilizzazione di questo ultimo, unico baluardo? È un'ipotesi fin troppo ovvia. 
Ma in Europa, negli Stati Uniti, e anche altrove, chi può dire con certezza che gruppi ben addestrati di killer professionisti con il compito di portare genericamente scompiglio anziché continuare ad immolarsi in nome di Allah non riuscirebbero a portare a termine la stessa missione? 
Ecco una domanda meno ovvia. E anche la risposta, potrà sembrare facile ma non lo è.

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