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martedì 10 gennaio 2017

ALTRO MASSACRO DI CIVILI DEGLI USA IN SIRIA: LA RUSSIA INFURIATA

Siria, gli Usa bombardano con i B52 Al-Qaeda a Idlib

L’ira di Mosca: non ci hanno avvertito, vittime civili

LA STAMPA Pubblicato il 10/01/2017
Ultima modifica il 10/01/2017 alle ore 18:09
INVIATO A BEIRUT
I bombardieri strategici americani B52 attaccano le basi di Al-Qaeda a Idlib, nel Nord della Siria, mentre l’aviazione russa appoggia l’offensiva turca contro l’Isis ad Al-Bab, a poco più di cento chilometri di distanza. La nuova fase della guerra in Siria, dopo la caduta di Aleppo, comincia nel segno di due conflitti paralleli, dove le due potenze rivali, in attesa dell’insediamento di Donald Trump, ancora non si parlano. 

Anche se l’attacco su Iblib prende di mira gli stessi islamisti che Mosca ha combattuto ad Aleppo e dintorni, il ministero della Difesa russa è irritato perché Washington “non ha comunicato” l’intenzione di attaccare. Uno sgarbo in un Paese sovrano che è di fatto sotto la tutela russa. Il ministero denuncia così anche “l’uccisione di 20 civili”, per sottolineare che non solo i russi fanno vittime fra la popolazione. 

La guerra aerea è però un segno distintivo dei nuovi equilibri. Mentre i B52 agivano a Idlib, il prossimo obiettivo dell’esercito di Bashar al-Assad, i cacciabombardieri russi continuavano a colpire le postazioni dell’Isis ad Al-Bab, dove da un mese ribelli moderati filo-turchi e le truppe speciali di Ankara non riescono a sloggiare gli islamisti dell’Isis, trincerati e disposti a lottare fino alla morte per quella posizione strategica. 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan vorrebbe arrivare al vertice di Astana del 23 gennaio, dove discuterà del piano di pace per la Siria con i colleghi russo Vladimir Putin e iraniano Hassan Rohani, forte di una vittoria ad Al-Bab per rivendicare una zona di influenza in tutto il Nord del Paese e avere mano libera contro i guerriglieri curdi dello Ypg, considerati un gruppo terrorista ma appoggiati e armati dagli Usa. 

Washington, esclusa dai colloqui, vuole invece ribadire il suo diritto di colpire le formazioni jihadiste, Isis e Al-Qaeda, sul territorio siriano. Ormai tutte le carte sono puntate sui curdi in funzione anti Stato islamico, mentre i ribelli moderati arabo-sunniti sono in rotta e Idlib è diventata l’ultima roccaforte di Al-Qaeda, che ha sottomesso o espulso tutti gli altri ribelli. 

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