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EMMY AWARDS 2017: IL TRIONFO DELLA SERIE THE HANDMAID’S TALE | GALLERY

The Handmaid’s tale, la serie tv targata MGM Television e Hulu ispirata all’omonimo romanzo di Margaret Atwood (in italiano Il racconto dell’ancella), ha trionfato ai 69° Primetime Emmy Awards aggiudicandosi tra gli altri il titolo nelle categorie “Miglior serie drammatica” e “Miglior attrice protagonista” per l’interpretazione di Elisabeth Moss. Sono 8 in totale gli Emmy conquistati dalla serie tv che arriverà in anteprima esclusiva per l’Italia su TIMVISION da martedì 26 settembre. Le vittorie di Ann Dowd come “Migliore attrice non protagonista in una serie drammatica”, quella dello showrunner Bruce Miller per la “Miglior sceneggiatura per una serie drammatica” e di Alexis Bledel come “Migliore attrice guest in una serie drammatica”, si affiancano ai riconoscimenti conquistati da Reed Morano come “Miglior regista in una serie drammatica” (peraltro terza donna di sempre ad aggiudicarsi questo titolo) e ai trionfi tecnici nelle categorie “Outstanding cinematography for a single-camera series” e “Outstanding production design for a narrative contemporary or fantasy program”. Da sottolineare, inoltre, come la vittoria di Hulu per la “Miglior serie drammatica” segni un momento importante, essendo la prima volta che un servizio streaming riesce ad aggiudicarsi il titolo nella categoria più prestigiosa.

The Handmaid’s tale: la trama

In un futuro non troppo lontano, gli Stati Uniti d’America sono caduti in favore della società di Gilead. Questo regime, in un mondo devastato da guerre, terrorismo e inquinamento, è guidato da estremisti religiosi che, dopo aver imposto la legge marziale e sospeso la Costituzione in seguito ad un attentato, hanno creato uno Stato totalitario, militarizzato e misogino in cui le donne vengono considerate degli oggetti di proprietà dello Stato e private di qualsiasi diritto. Studenti universitari, omosessuali (definiti come “traditori di genere”), ribelli e chiunque non segua la linea governativa, viene ucciso pubblicamente o mandato nelle “colonie” a lavorare i rifiuti tossici per poi morire avvelenato. La popolazione femminile è divisa in diverse categorie, accomunate dall’impossibilità di avere qualsiasi libertà di base: lavorare, leggere, uscire di casa, parlare o possedere denaro. Una parola sbagliata può portare alla morte dato che le condanne sono giustificate come volere di Dio. Le “ancelle”, uniche fertili fra tutte le categorie riconosciute, sono considerate utili solo per la procreazione. Vivono nella residenza del Comandante, costrette in una schiavitù sessuale giustificata dalla volontà di ripopolare un mondo ormai distrutto da catastrofi ed eventi naturali devastanti, dove solo un neonato su cinque nasce sano e in forze.
La serie tv è incentrata sulla figura dell’ancella Difred, (Di-Fred, proprietà di Fred, il suo Comandante). La protagonista ricorda perfettamente com’era la vita prima di questo regime dittatoriale, viene raccontata anche allo spettatore attraverso ricorrenti flashback che mostrano come voglia sopravvivere, ma anche ritrovare la figlia che le è stata letteralmente strappata dalle mani: “il mio nome è Difred. Prima avevo un altro nome che adesso è proibito. Tantissime cose sono proibite ormai”. L’interpretazione di Difred da parte di Elisabeth Moss, ha portato l’attrice, che in carriera poteva già vantare un Golden Globe e un Satellite Award per Top of the lake, oltre alle numerose nomination per l’interpretazione di Peggy Olson in Mad Men, ad aggiudicarsi l’Emmy Awards 2017 come “Migliore attrice protagonista in una serie drammatica”.

The Handmaid’s tale: i riconoscimenti

La serie tv, che aveva già trionfato anche ai TCA Awards 2017 aggiudicandosi il titolo di “Programma dell’anno” e “Miglior serie drammatica”, è stata acclamata in maniera unanime dalla critica: il Guardian la definisce come “il migliore show da vedere quest’anno”, l’Hollywood Reporter aggiunge che “è il migliore, ma anche il più importante”, il New York Times parla di “una serie tv estremamente forte, essenziale e spaventosa”, secondo il Washington Post “è una serie magnifica e veramente inquietante”, Variety sottolinea come si tratti di “un ottimo, straziante, adattamento del romanzo”, mentre per il TIME “si tratta di uno show che funziona e che probabilmente sarà visto e discusso per anni a venire”. Da sottolineare, infine, come numerose testate fra cui Entertainment Weekly riconoscano come “la storia vada oltre la fantasia: si presenta allo spettatore un’anticipazione realmente possibile di ciò che potrebbe accadere nei prossimi anni”.

Oltre alla critica, si ricorda anche l’incredibile successo di pubblico, conquistato dal ritmo incalzante e coinvolgente che invoglia al binge-watching. Il primo episodio della serie tv è stato il più visto nella storia della piattaforma di video streaming Hulu: un risultato che è valso il rinnovo per una seconda stagione di 13 episodi, che arriverà sempre in anteprima esclusiva su TIMVISION nel 2018.

The Handmaid’s tale: il cast

Nel cast figurano anche Yvonne Strahovski, già protagonista di alcune serie cult degli ultimi anni come Dexter, Chuck e 24: Live another day, Joseph Fiennes (nomination a BAFTA e SAG per Shakespeare in Love, American Horror Story, Flash Forward, Il mercante di Venezia), Samira Wiley (Poussey in Orange is the new black), Madeline Brewer (Orange is the new black, Black Mirror), Max Minghella (The social network, The mindy project) e Kristen Gutoskie (Seline in The vampire diaries).