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lunedì 10 ottobre 2016

TIMBRA IL CARTELLINO CON UN'APP

Adesso il cartellino si timbra con una “app” 

Via libera del Garante della Privacy. Che però detta regole precise

LA STAMPA 10/10/2016
ROMA
Pronti a timbrare il cartellino utilizzando una app? Adesso si può, ma occorre rispettare regole ben precise. Il via libera arriva dal Garante della Privacy che ha accolto la richiesta di due società appartenenti a un gruppo che si occupa di ricerca, selezione e somministrazione di lavoro a tempo determinato.  

FUORI SEDE  
Queste aziende, d’ora in poi, potranno chiedere ai propri dipendenti - impiegati presso altre ditte o che svolgono sistematicamente attività «fuori sede» - di installare una app sui loro smartphone per consentire di registrare inizio e fine dell’attività lavorativa. 
Con l’adozione della app, che prevede l’uso dei dati di geolocalizzazione, le società intendono snellire le procedure relative alla gestione amministrativa del personale, di volta in volta collocato presso altre ditte o semplificare e rendere più efficiente la rilevazione della presenza dei dipendenti che lavorano per lo più all’esterno della sede aziendale.  

Chi non intende scaricare la app, precisa il Garante nella sua newsletter settimanale, potrà continuare a entrare e uscire dal posto di lavoro impiegando i sistemi tradizionali in uso. Quindi l’authority nell’accogliere la richiesta relativa all’utliizzo delle app ha tenuto conto della disciplina relativa al cosiddetto «bilanciamento di interessi» e quindi ha dettato una serie di misure a tutela dei lavoratori.  

I PALETTI ALLE IMPRESE  
Per prima cosa il Garante ha prescritto alle società di perfezionare il sistema nella prospettiva della «privacy by design», applicando il principio di necessità e anche alla luce dei possibili errori nell’accuratezza dei sistemi di localizzazione. In particolare, verificata la associazione tra le coordinate geografiche della sede di lavoro e la posizione del lavoratore, il sistema potrà conservare ˗ se del caso ˗ il solo dato relativo alla sede di lavoro (oltre a data e orario della «timbratura» virtuale), cancellando il dato relativo alla posizione del lavoratore. 
Inoltre, sullo schermo del telefonino dovrà essere sempre ben visibile un’icona che indichi che la funzione di localizzazione è attiva. L’applicazione dovrà poi essere configurata in modo tale da impedire il trattamento, anche accidentale, di altri dati contenuti nel dispositivo di proprietà del lavoratore (ad esempio, dati relativi al traffico telefonico, agli sms, alla posta elettronica, alla navigazione in Internet o altre informazioni presenti sul dispositivo). 

OBBLIGO DI NOTIFICA  
Prima dell’avvio del nuovo sistema di accertamento delle presenze, precisa infine il Garante, le società dovranno effettuare la notificazione al Garante, indicando i tipi di trattamenti e le operazioni che intendono compiere, e fornire ai dipendenti un’informativa comprensiva di tutti gli elementi (tipologia dei dati, finalità e modalità del trattamento, tempi di conservazione, natura facoltativa del conferimento, soggetti che possono venire a conoscenza dei dati in qualità di responsabili o incaricati del trattamento). Le società dovranno, infine, adottare tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa per preservare l’integrità dei dati e l’accesso a persone non autorizzate.  

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