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venerdì 7 ottobre 2016

PINK FLOYD ASSIEME PER LE DONNE DI GAZA

I Pink Floyd “si riuniscono” per le donne di Gaza

L’annuncio su Facebook a 11 anni dall’ultima apparizione insieme
AP
David Gilmour, a sinistra, e Roger Waters

LA STAMPA 07/10/2016
LONDRA
Non si riuniscono da 11 anni, quando David Gilmour, il compianto Rick Wright, Nick Mason e il transfuga Roger Waters si trovarono insieme al concerto Live 8 del 2 luglio 2005 organizzato come sempre da Bob Geldof. Nessuno ci pensava più ormai, ai Pink Floyd come gruppo esistente, e Wikipedia ne parla già al passato: ma ieri un post sotto il nome Pink Floyd, via Facebook, ha proclamato: «I Pink Floyd si riuniscono in solidarietà con le Women of the Gaza Freedom Flotilla. David Gilmour, Nick Mason e Roger Waters sono uniti nel supporto alle donne della Gaza Freedom Flotilla e condannano il loro arresto e detenzione illegale in acque internazionali, ad opera dell’esercito Israeliano». 

Quando le band fanno pace: le reunion più famose della storia del rock

Il proclama scompiglia le carte e induce ora a due interrogativi: la reunion è solo di tipo politico, legata alla causa di questo gruppo, oppure spunterà una qualche manifestazione di sostegno alle Women for Gaza sotto forma di concerto? 

Soltanto il tempo potrà rispondere. Il sostegno alla causa palestinese di Roger Waters era noto da tempo, ma la dichiarazione congiunta di Facebook è veramente clamorosa. L’episodio che l’ha provocata si riferisce all’iniziativa delle Women’s Boat to Gaza: un gruppo di donne da tutto il mondo che hanno organizzato una traversata da Barcellona a Gaza il mese scorso, sponsorizzata dalla Freedom Flotilla Coalition, formazione che si oppone all’«assedio di Gaza» da parte di Israele. 

Fra le tredici donne ci sono attiviste, artiste, parlamentari europee ed arabe, intellettuali, la diplomatica americana Ann Wright e anche la premio Nobel Mairead Corrigan Maguire. La loro barca, che sarebbe dovuta arrivare a Gaza mercoledì, è stata intercettata all’inizio della settimana dall’esercito israeliano, e l’equipaggio arrestato appunto in acque internazionali. 

Da lì, la solidarietà dei momentaneamente riformati Pink Floyd. Via Facebook, il proclama compare anche sulla pagina di Waters: ma non su quella di Gilmour. E il mistero può continuare. 

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