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venerdì 7 ottobre 2016

ORA L'ACCOLTELLATORE BAMBINO DIVENTA IL POVERINO PER IL COLORE DELLA PELLE: VAFFANCULO MINI ASSASSINO!

Napoli, ragazzino accoltella compagno a scuola. La madre: “Insultato per colore della pelle”

NAPOLI – Un ragazzino di appena 14 anni ha accoltellato un compagno di scuola nel pomeriggio del 6 ottobre a Napoli. Un ragazzino che per anni ha subito attacchi da parte dei bulli, insultato e offeso per il colore della sua pelle. La madre Antonietta chiede scusa ai genitori del ragazzino ferito, ma continua a difendere il figlio. Lei si assume la colpa di non aver denunciato quanto accadeva al figlio: umiliazioni, insulti razzisti e violenza da parte dei compagni di scuola. Ora il ragazzino si trova in carcere in isolamento.
La donna dice che da oltre un anno la vita del figlio è stata un vero e proprio tormento. Il ragazzino veniva chiamato “bastardo” e ancora “negro”, insultato perché il colore della sua pelle era diverso da quello dei compagni di classe e perché non aveva un papà. La madre Antonietta ha dichiarato:
“Avevo chiesto che gli cambiassero scuola, io sentivo che mio figlio là non stava bene, che soffriva. Dall’asilo e per tutte le elementari, mio figlio è stato in una scuola privata. Volevo per lui un luogo protetto, dove non fosse preso in giro né per il colore della sua pelle né perché porta il mio cognome. La mia preoccupazione era che potesse esplodere la rabbia che provava per tutto quello che aveva subito, per tutti gli insulti che riceveva per il colore della sua pelle. Non ho mai armato la mano di mio figlio, gli ho sempre detto di non usare le mani, di evitare qualsiasi occasione pericolosa”.
La donna ribadisce che il figlio ha sbagliato, ma che non è un criminale e chiede scusa ai genitori del ragazzino ferito:
“Mio figlio ha sbagliato ma non è un delinquente. E’ stato chiamato ‘nero’ e ‘bastardo’ perché non ha il papà. Gli ho insegnato la non violenza. Chiedo scusa alla mamma e al papà del giovane ferito ma mio figlio non è un criminale. E’ colpa mia se ora è in carcere perché non ho denunciato quello che da un anno ha subito”.
Antonietta parla anche del coltello, sostiene che qualcuno l’ha passato al figlio, ma di non sapere chi sia stato:
“Quando gli inquirenti gli hanno chiesto dove aveva preso il coltello lui ha risposto: l’ho trovato. Ma da mamma gli ho detto di non dire bugie. Mi ha detto di averlo comprato lui. Ma non ci credo che ha comprato lui un coltello a scatto, qualcuno deve averglielo passato. Non ha voluto dire come si è procurato il coltello, ha difeso tutti, anche il ragazzo ferito, perché si vergogna di far sapere che avrà paura del suo compagno. Non è un delinquente, qualcuno gli ha passato il coltello e lui non ha voluto dire chi è stato – sottolinea – ora sono tutti contro di lui, a qualcuno ha armato la sua mano”.
La donna prega che il ferito guarisca e sottolinea che suo figlio non ha capito cosa ha combinato:
“Ha detto loro: ‘Io l’ho graffiato’ e quando gli hanno risposto che l’aveva accoltellato e mandato all’ospedale non ci credeva. Non si è reso conto di quello che aveva fatto. Mio figlio voleva chiarire con questo ragazzo un anno fa si erano picchiati e mio figlio era stanco – e prosegue nella sua versione dei fatti -. Mio figlio era rimasto solo e stava andando via, ma il ragazzo ferito l’ha mandato a chiamare. Lui ha provato a sistemare le cose ma è stato spintonato, picchiato e ha reagito nel peggiore dei modi. Siamo stati noi a trovarlo e a portarlo al Commissariato”.
E parlando dello stato di fermo in isolamento in carcere a Napoli, ha dichiarato:

“Mio figlio è in isolamento, ha solo 14 anni. Non è un delinquente, ha sbagliato, ma non è un terrorista. L’ultimo dei miei pensieri è la pena che gli darà il giudice. Io voglio che mio figlio abbia l’anima pulita quando dovrà rendere conto a Dio della sua vita. Sono credente e praticante, prego per mio figlio e per il ragazzo ferito”.

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