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domenica 9 ottobre 2016

MATTHEW NE AMMAZZA 10 IN USA

Matthew, 10 morti negli Usa: ad Haiti è rischio colera

Sale il bilancio delle vittime anche in Usa. Dopo i 900 morti, ad Haiti il rischio di un'epidemia di colera.
Haiti, danni dopo il passaggio dell'uragano Matthew

Haiti, danni dopo il passaggio dell'uragano Matthew

globalist9 ottobre 2016
"Questo è un uragano mortale", ha ribadito il governatore Pat McCrory a proposito di Matthew, il cui passaggio sugli Usa ha causato al momento 10 morti, dopo le quasi 900 vittime su Haiti: 3 persone hanno perso la vita nel North Carolina, 3 in Georgia e 4 in Florida.  L’uragano ha perso di  intensità, adesso è classificato come categoria 1, ma secondo gli esperti può ancora provocare danni e non va sottovalutato.

Matthew si sta dirigendo verso nord dopo aver provocato inondazioni record nel North Carolina anche se bisognerà attendere le prossime ore per poter quantificare i danni. L'allarme rimane comunque alto dove agli abitanti degli Stati interessati dal fenomeno è stato chiesto di prendere precauzioni.

L'ultimo aggiornamento del National Hurricane Center ha affermato che l'uragano si trova a 48km sud-sudovest da Cape Hatteras, North Carolina, con venti a 120km orari, decisamente inferiori rispetto ai quasi 200 km/h dei giorni scorsi.


Unicef: ad Haiti è allarme colera. Con l'inizio della stagione delle piogge, e mentre il numero di morti causati dall'uragano Matthew continua ad aumentare ad Haiti, l'Unicef ha lanciato un allarme sul pericolo delle malattie trasmesse dall'acqua per i bambini che vivono nelle aree maggiormente colpite. "Fiumi in piena, acque stagnanti e cadaveri umani e di animali sono un terreno perfetto per le malattie trasmesse dall'acqua", ha detto Marc Vincent, rappresentante Unicef ad Haiti. "Ogni giorno che passa aumenta la minaccia del colera. Siamo in una corsa contro il tempo per raggiungere questi bambini prima che lo facciano le malattie". Anche prima dell'uragano, solo una persona su tre ad Haiti aveva accesso a latrine adeguate e meno di tre su cinque avevano accesso ad acqua potabile. Nelle zone rurali, questi tassi scendono a uno su quattro per i servizi igienico-sanitari e a uno su due per l'acqua.

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