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sabato 8 ottobre 2016

L'ISLAM VINCE IN MAROCCO MA NON PUO' GOVERNARE

Il partito islamico ha vinto le elezioni in Marocco

Riconfermato il Pjd del primo ministro Abdelilah Benkirane ma senza maggioranza
REUTERS
Un seggio allestito nella città di Rabat

LA STAMPA 08/10/2016

Riconfermata la fiducia al partito islamista moderato in Marocco. È questa la sintesi del risultato elettorale di ieri che ha conferito al premier uscente del Pjd Abdelilah Benkirane 125 seggi su 395. Una vittoria che segna un passo in avanti se si considerano i dieci seggi in più conquistati in questa tornata elettorale rispetto al voto del 2011.  
Secondo è arrivato il partito, rivale del Pjd, Autenticità e Modernità (Pam) vicino al Re Mohamed VI, che aveva vinto le elezioni locali nel 2015 e che è stato il più fermo oppositore di Benkirane, riuscendo ad ottenere 102 seggi: un buon risultato rispetto ai 47 del 2011. 

AP
Il primo ministro marocchino e leader del Pjd Abdelilah Benkirane  

I conservatori di Istiqlal (Indipendenza - Pi), si sono fermati a 46 parlamentari. Tra gli altri partiti sono riusciti a entrare in Parlamento anche gli indipendenti dell’Rni e il Movimento Popolare (Mp). La delusione, invece, è quella che per molti era la terza via marocchina rappresentata dalla passionaria leader del partito socialista (PSU), Nabila Mounib, riuscita a conquistare soli 2 scranni. 

Vince, dunque, il fronte islamista marocchino, ma perde – leggendo i dati – la partecipazione ancora molto bassa. Solo il 43% dei quasi 16milioni di cittadini aventi diritto al voto sono andati alle urne. Ancora meno del 2011 quando partecipò al voto il 45%. Un dato che conferma la lunga strada da percorrere per i cittadini marocchini che hanno ancora poca fiducia e consapevolezza nella macchina democratica. Completa questo dato anche la chiamata al boicottaggio di piccoli movimenti anche di varia natura. Dai liberati agli islamisti come il movimento illegale ma tollerato di Al Adl Wal Ihsan, da sempre contro la monarchia.  

Lo stesso leader del Pjd, in pieno spoglio, aveva denunciato irregolarità e brogli per poi ricredersi a vittoria quasi definitiva, dichiarando l’evento come «un giorno di gioia e una vittoria per la democrazia». 
Una conferma arrivata anche dagli osservatori del Consiglio d’Europa che hanno assistito allo scrutinio. Le elezioni legislative sono state organizzate in modo “totalmente trasparente” dal Ministero degli Interni e non è stato rilevato alcun broglio, hanno affermato. Spenta quindi ogni polemica. 
Ma Il voto di oggi, pur se conferisce le chiavi di governo per un secondo mandato al partito islamista moderato Pjd, lo obbligano tuttavia a formare una coalizione di governo con agli ltri partiti. Un’operazione tutt’altro che semplice visto che il rivale PAM ha già chiuso la porta a una possibile alleanza. Bisognerà dunque attendere un eventuale accordo di governo prima che il Re Mohammed VI designi il futuro Primo ministro tra le figure del Pjd. 

Infine, sarebbe un errore semplificare il risultato elettorale solo come un voto islamista, perché in realtà i dati fotografano la pluralità di una società che sì rimane fedele alla sua identità e tradizione islamica, ma senza pulsioni estremiste o forti divisioni perché il Marocco rimane un Paese con lo sguardo proiettato verso la modernità. 

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