IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

lunedì 10 ottobre 2016

IL RAGAZZO CALABRESE DIVENTATO UOMO E MAI PAGATO DALLA ASL: VERGOGNA MONDIALE!

Calabria, Giovanni… sono 27 anni che la Asl non lo paga

ROMA – Calabria: a 28 anni fece i lavori alla Asl, a 55 aspetta ancora i soldi. Aveva 28 anni quando con l’impresa di famiglia nel 1989 eseguì lavori “urgenti” per la Asl di Siderno, vicino Locri in Calabria: da allora, da più di un quarto di secolo, sta ancora aspettando i 22 milioni di lire pattuiti. Nonostante le sentenze a sue favore, nonostante sia stato nominato un commissario ad acta per restituirgli il dovuto che con gli interessi è arrivato a 30mila euro (di cui ne ha ricevuti tredici), con il paradosso che le varie amministrazioni preferiscano spendere di più in avvocati e more piuttosto che pagare chi ha lavorato per loro.
Giovanni Figliomeni, che di anni oggi ne ha 55, è fra i più sfortunati tra i creditori dello Stato nelle sue diverse articolazioni. Questa raccontata sul Corriere della Sera da Sergio Rizzo sarebbe una storia esemplare se non fosse che 27 anni è davvero un record anche per la Calabria, la più lenta delle regioni a pagare i suoi fornitori con i suoi 412 giorni di ritardi medio nell’onorare gli impegni finanziari assunti.
Figliomeni ha fatto in tempo a cambiare diversi mestieri fino a diventare un gelataio di successo a Bologna: un altro imprenditore capace costretto a lasciare la sua terra, una Calabria malgestita che facendo fuggire i migliori si impoverisce. Il recupero del dovuto si è rivelata una via crucis infinita. 5 anni dopo i lavori è arrivata la prima sentenza del Tribunale di Locri che incredibilmente gli dà torto.
Figliomeni non si scoraggia e fa appello. La Corte delibera in suo favore: nel frattempo siamo al 2004, 10 anni dopo la prima sentenza e la Usl è diventata Asl. La sentenza parla chiaro ma non si capisce chi debba materialmente staccare l’assegno. Anche la Cassazione conferma la sentenza ma sono passati altri 5 anni e siamo al 2009. Arrivano dal cielo tredicimila euro ma di più non è possibile ottenere anche perché per legge i fondi della sanità non sono pignorabili. Nel 2015 i ricorso al Tar, vinto, gli concede un provvedimento che sulla carta dovrebbe essere definitivo: il Tar nomina un commissario ad acta apposta per liquidare la differenza. Ma il prefetto indicato nel frattempo è cambiato. To be continued…

Nessun commento:

Posta un commento