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martedì 4 ottobre 2016

IL PRESIDENTE COLOMBIANO VUOLE SALVARE LA PACE CON LE FARC

Colombia, il presidente Santos tenta di salvare l'accordo con le Farc

Dopo il no dei colombiani all'accordo, ripartono i negoziati per modificare il trattato. Il presidente: "Tenterò fino all'ultimo di ottenere la pace".
Juan Manuel Santos, presidente colombiano

Juan Manuel Santos, presidente colombiano

globalist4 ottobre 2016
Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha già nominato un gruppo di alti funzionari governativi per riaprire un tavolo di confronto con l'opposizione per approvare nuove modifiche all’accordo di pace raggiunto con le Farc, dopo l’esito del referendum di domenica 2 ottobre in cui, con una maggioranza risicata, ha vinto il fronte del no, contrario a ogni possibilità di dialogo con i ribelli. L'accordo di pace era stato ratificato proprio la scorsa settima, dopo quattro anni di negoziati che si sono svolti a L'Avana e con il benestare del Vaticano, che negli ultimi anni ha fatto pressioni perché le due parti trovassero un accordo. Il trattato ha posto fine a 52 anni di conflitto e sarebbe dovuto essere ratificato con un referendum dai colombiani. Prima del voto, nei sondaggi, il sì era dato in netto vantaggio.

Il risultato delle urne però è stato sorprendente con la vittoria dei no al 50,2%: a pesare, secondo molti analisti, è stato l’astensionismo (solo il 38% dei colombiani ha votato) e anche la poca informazione sull’accordo. La differenza tra sì e no è stata di circa 54.000 voti su quasi 13 milioni di schede elettorali.


A guidare il fronte del no è stato l'ex presidente Alvaro Uribe, senatore e ora leader del partito democratico di centro, che non ha mai voluto trattare con i ribelli, accusandoli per i loro gravi crimini commessi in oltre mezzo secolo di lotta. Secondo alcune stime, nella battaglia tra Governo colombiano e Farc hanno perso la vita 260.000 persone

Ma il presidente Santos, che la settimana scorsa aveva annunciato che non esistete un  "piano B" per porre fine al conflitto, non ha intenzione di rinunciare tanto facilmente all’accordo: i colloqui con le Farc vanno avanti e entrambe le parti, hanno fatto sapere fonti governative, sono determinate per garantire la pace. "Non voglio rinunciare all’accordo, tenterò di raggiungerlo fino all'ultimo minuto del mio mandato", ha detto il presidente in un discorso, subito dopo aver avuto l’esito definitivo del referendum. Il leader delle Farc Timoleon Jimenez, noto come Timochenko, ha detto che i ribelli avrebbero continuato a rispettare il cessate il fuoco, concordato con il governo colombiano.

Il negoziatore dell’accordo, Humberto de la Calle, ha presentato le sue dimissioni dopo l’esito del referendum, spiegando di avere la "piena responsabilità per eventuali errori nella negoziazione". Santos però le ha respinte, nominandolo a capo della squadra di "dialogo nazionale", che cercherà di salvare il processo di pace.  Gli altri due membri della squadra di Santos sono il ministro degli Esteri Maria Angela Holguin e il ministro della Difesa Luis Carlos Villegas. Anche Uribe ha nominato tre politici di alto livello del suo partito per questi nuovi colloqui: Oscar Ivan Zuluaga, Carlos Holmes Trujillo e Ivan Duque.


Il referendum ha restituito una Colombia divisa in due e con regioni dove in massa è stato votato per il sì. In Choco, ad esempio, una delle province più colpite dal conflitto con le Farc, l'80% degli elettori era favorevole all’accordo, così come il 56% dei votanti della capitale, Bogotà. Ma nella provincia orientale di Casanare il 71,1% ha votato per il no.

Coloro che sono contrari all’accordo hanno sostenuto più volte che c’è il rischio che i ribelli possano "farla franca per le accuse di omicidio" in una sorta di amnistia che perdonerebbe loro tutti i crimini commessi. Secondo l'accordo, a giudicare i ribelli sarebbero stati tribunali speciali e coloro che avrebbero confessato i loro crimini sarebbero stati condannati a pene più miti. In molti inoltre non hanno apprezzato il fatto che alle Farc sarebbero stati concessi 10 seggi al Congresso alle prossime elezioni.

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