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mercoledì 12 ottobre 2016

GLI INGLESI SI SBAGLIANO!

Londra si scusa per il questionario che distingue gli studenti italiani da “napoletani e siciliani”

Il ministero degli Esteri interviene dopo le polemiche scoppiate: categorizzazioni inaccettabili. L’ambasciatore italiano: «Un errore di ignoranza e superficialità»
Le tre opzioni che gli studenti potevano scegliere
LA STAMPA 12/10/2016
«Categorizzazioni non giustificate e non giustificabili». Sono arrivate le scuse ufficiali del Foreign Office britannico per il questionario distribuito nelle scuole in cui si chiedeva ai connazionali se siano italiani, napoletani o siciliani. Il ministero degli Esteri britannico ha «deplorato l’accaduto» e assicurato che «verificherà per quale motivo, in pochi e isolati distretti scolastici, siano state introdotte queste categorizzazioni, che peraltro non avevano volontà discriminatoria, ma miravano all’accertamento di qualche ulteriore difficoltà linguistica per i bambini da inserire nel sistema scolastico». 
“ERRORE D’IGNORANZA”  
L’ambasciatore italiano a Londra, Pasquale Terracciano, si è detto «soddisfatto» per le scuse arrivate dopo la sua nota di protesta formale. «Così si evita - ha detto all’Adnkronos - il montare di una polemica su quello che è stato un errore dovuto a ignoranza e superficialità da parte di qualche isolato distretto scolastico più che a una reale volontà discriminatoria. È importante evitare l’insorgere di equivoci nella fase delicata del post-Brexit».  

“SIAMO UNITI DAL 1861”  
Già ieri il ministero dell’Istruzione aveva sollecitato un intervento chiarificatore da parte dall’ambasciata, intervenuta con una nota dai toni sarcastici nonostante la diplomazia usata nella scelta delle parole utilizzate: «Siamo uniti dal 1861», aveva ricordato Pasquale Terracciano, al Foreign Office. 

LA DENUNCIA DEI GENITORI  
A denunciare l’accaduto sono stati per primi alcuni genitori, sconcertati di fronte a una procedura che non si vedeva da almeno un secolo. All’inizio sembrava una delle tante bufale che circolano sul web, ma dopo alcune verifiche si è capito che non era affatto uno scherzo. Ora il Foreign Office ha promesso di far correggere i moduli e di far cancellare ogni traccia di possibili offese

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