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venerdì 7 ottobre 2016

ECCO L'AUTUNNO CALDO DELLA SCUOLA

Inizia l’autunno caldo della scuola, studenti in sciopero e cortei in tutta Italia

La pioggia penalizza le manifestazioni in alcune città. A Roma calci e spintoni tra un gruppuscolo e gli agenti di polizia. A Palermo in 5mila protestano in modo strategico per “assediare” il centro, a Bologna lo slogan “Cacciamo il governo” e vernice rossa contro il Provveditorato. A Firenze il tentativo di sfondare il portone di un liceo
ROMA – Il primo sciopero generale di docenti e personale della scuola è fissato per il 21 ottobre, ma oggi gli studenti hanno aperto la stagione delle manifestazioni con la prima mobilitazione generale. Con qualche ritardo a Roma a causa della pioggia i cortei si sono snodati nelle vie di circa cinquanta città italiane: a Roma, il corteo organizzato da Unione degli studenti e Link (al quale hanno aderito Rete degli studenti, auto-organizzati e diverse scuole della capitale) è partito da piazzale Ostiense e poco dopo, all’altezza di via Marmorata, alcuni ragazzi del Coordinamento degli auto-organizzati si sono staccati dal percorso stabilito per dirigersi verso il Parlamento per quella che hanno definito “un’azione”.
Gli agenti li hanno subito affrontati e sono volati qualche calcio e qualche spintone. Sono poi intervenuti i più grandi del movimento universitario, che hanno riportato il gruppetto nel corteo, dopo un colloquio con la polizia che ha ammonito che non ci sarà tollerenza su deviazioni dal percorso stabilito. Il corteo si è poi diretto verso la sede del ministero dell’Istruzione. La questura ha fatto sapere che due minori sono stati fermati e poi affidati ai genitori, quattro studenti sono stati identificati per le sanzioni previste dalla norma. La polizia ha anche sequestrato alcuni “scudi” in plexiglas che si trovavano all’interno di un furgoncino e che stavano per essere distribuiti ai manifestanti
La protesta nazionale è stata organizzata da Rete degli studenti medi, Unione degli studenti e Unione degli universitari, per “dire no alle disuguaglianze” e chiedere  una legge nazionale sul diritto allo studio. I movimenti manifestano per ottenere istruzione gratuita e di qualità, si oppongono “alla scuola-azienda”, vogliono “contrastare un modello di impresa basato sulla competizione e la valutazione punitiva” e denunciano “un’alternanza scuola-lavoro come sfruttamento”. Ritorna il cavallo di battaglia dell’opposizione alla riforma renziana con il “no al preside manager” e il contrasto “alla privatizzazione dei luoghi del sapere”.
Gli studenti manifestano inoltre contro la precarietà, sostenendo che  “la Buona scuola si lega al jobs act per connettere formazione privatizzata e lavoro precario, concretizzando politiche d’austerità nel paese” e proclamano che “l’autunno 2016 deve rappresentare un processo tramite il quale ci si attiva, cogliendo l’occasione per aprire il dibattito su una linea trasversale e più ampia che rechi con sé l’unione indissolubile tra istruzione, democrazia e costituzione”.
A Palermo il corteo più numeroso, con circa 5mila studenti scesi in piazza con una tattica studiata ad arte per tagliare strade e viali in modo da “assediare il centro. Citazioni di Borsellino (“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola” ) e molti slogan contro il premier: “Cacciamo Renzi”, “Caro figlio il governo ti vuole ignorante”, “Renzi a casa a calci”, “Ci volete servi, ci avrete ribelli”. Anche a Bologna il Capo del governo è stato il bersaglio principale degli slogan  (“La Generazione ingovernabile torna nelle strade. Cacciamo il governo Renzi”) e i manifestanti, oltre un centinaio, al grido “Blocchiamo tutto” hanno paralizzato un tratto dei viali di circonvallazione tra via Zamboni e via San Vitale. Gli studenti hanno poi lanciato palloncini pieni di vernice rossa contro la sede del Provveditorato, l’Ufficio scolastico e le forze dell’ordine.
Lungo il percorso del corteo di Milano, al quale, secondo gli studenti, hanno partecipano in 4mila, sono stati attaccati alcuni volantini su una vetrina della filiale di Banca Etruria con su scritto: “le banche italiane finanziano l’industria militare e investono in armi atomiche, ribellati ora!”.  Qualche momento di tensione anche a Firenze. Quando il corteo è passato di fronte al liceo Galileo, un gruppetto si è staccato dal serpentone e ha preso a calci il portone dell’istituto superiore, che era stato fatto precedentemente chiudere dall’interno dalla dirigente scolastica. I violenti sono stati subito circondati dagli altri che hanno “fatto muro” per impedire l’intervento delle forze dell’ordine e per proteggere gli autori materiali del blitz dagli occhi delle telecamere dei media e della scientifica della polizia. Gli agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti poco prima che il portone, già parzialmente scardinato, cedesse del tutto. In base a quanto emerso, l’intenzione dei manifestanti era quella di entrare nell’istituto per far scattare un’occupazione. Accertamenti della polizia sono stati già avviati per identificare i responsabili dell’episodio.

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