E' morto il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti. Avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 7 ottobre. Lo annuncia la moglie Giuliana. I funerali avverranno in forma strettamente privata lunedì.

Dagli inizi alla nascita di Esselunga - Una vita tutta dedicata alla grande distribuzione quella di Bernardo Caprotti. Il suo nome fa capolino anche nell'inaugurazione del primo supermercato italiano, all'epoca targato Rockefeller, in viale Regina Giovanna a Milano: era il 1957. Il nome della catena deriva da un modo di dire. A 40 anni, Caprotti riuscì a scalare la società che aveva costruito a Milano quel primo negozio di grande distribuzione, la Supermarkets, e la chiamò Esselunga quando si accorse che i clienti indicavano i suoi negozi con un articolato giro di parole: "il supermercato con la esse lunga", appunto. Figlio del proprietario di un'azienda cotoniera della Brianza, dopo essersi laureato in Giurisprudenza, Caprotti andò in Texas, dove lavorò come montatore meccanico, per rientrare in Italia a 26 anni e assumere la direzione della ditta di famiglia. Poi il salto nel mondo della grande distribuzione.
La sua morte coincide con un possibile momento di svolta per la sua creatura. Negli ultimi mesi è stato infatti avviato un processo di cessione.

Le battaglie con le Coop e quelle con i figli - La vendita potrebbe in qualche modo risolvere il problema della successione. Fino all'ultimo è rimasto aperto lo scontro di Caprotti con i figli del primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, estromessi nel 2011 dal controllo della società: la causa di merito è in Cassazione, anche se con Violetta c'era stato un riavvicinamento, e gli era al fianco anche negli ultimi momenti in clinica.
Un'altra battaglia che lo ha segnato è stata quella con le Coop, che accusava di illecita concorrenza e scorrettezze. Nel 2007 pubblicò il libro "Falce e carrello. Le mani sulla spesa degli italiani" edito da Marsilio. I suoi collaboratori lo ricordano come un vero Capitano d'industria, con l'azienda nel sangue. E' andato in 'pensione' a 88 anni. Per dare l'annuncio riuni' i dipendenti della sede centrale di Limito di Pioltello (Milano): "Ho dato le dimissioni" annuncio' prima di smorzare la commozione con la sua burbera ironia: "Ma quello in pensione sono io, voi tornate al lavoro!".
Finché ha potuto, cioè qualche mese fa, ha portato il badge, ha partecipato alle riunioni, ha pranzato in mensa ed è andato in giro per i negozi per assicurarsi che tutto funzionasse bene.

Il ricordo - "Se ne va un uomo particolare, un uomo che emozionava. Se ne va uno dei più grandi imprenditori italiani. Ma il Dottore vivrà ancora nella sua straordinaria impresa" è il ricordo di Pier Luigi Bersani.