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martedì 18 ottobre 2016

CROLLANO LE ASSUNZIONI AUMENTANO I LICENZIAMENTI

Gennaio-agosto: crollano le assunzioni, +30% i licenziamenti


LA STAMPA 18/10/2016
La fine del superbonus per le assunzioni ha provocato una riduzione del numero dei nuovi contratti di lavoro firmati dalle aziende private. Secondo i dati dell’Osservatorio Inps, in particolare crollano le assunzioni a tempo indeterminato, mentre invece l’abolizione dell’articolo 18 contenuta nel Jobs Act ha fatto impennare il numero dei licenziamenti. In altre parole, come pure avevano ammonito molti economisti e i critici della riforma del lavoro Renzi, non appena è venuta meno in modo significativo la convenienza ad assumere, il numero delle conversioni di contratti più precari e delle assunzioni “nuove” si sta riducendo sempre più rispetto al boom del 2015, “drogato” dagli incentivi più generosi. E invece, come ovvio, le imprese cominciano gradualmente a usufruire sempre più della nuova libertà garantita dal Jobs Act di liberarsi del personale. Per adesso si tratta di numeri modesti, ma il ritmo di crescita è notevole.  

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I dati Inps sono riferiti ad agosto, e permettono dunque un confronto tra il periodo gennaio- agosto del 2016 con lo stesso periodo del 2015. Le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-agosto 2016 sono risultate dunque 3.782.000, con una riduzione di 351.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-8,5%). Va detto che nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (447.000). Il rallentamento delle assunzioni, si legge nella nota Inps, ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: 395.000 in meno , con un calo del 32,9% rispetto ai primi otto mesi del 2015. Come già segnalato nell’ambito dei precedenti aggiornamenti dell’Osservatorio, il calo va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni.  

Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%). Per i contratti a tempo determinato, nei primi 8 mesi del 2016, si registrano 2.385.000 assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+2,5%), sia sul 2014 (+5,5%). Per i contratti in apprendistato si osserva una crescita, rispetto all’analogo periodo del 2015, del 18,0%. I contratti stagionali invece registrano una riduzione del 7,4%. In relazione all’analogo periodo del 2015, le cessazioni nel complesso, comprensive anche dei rapporti di lavoro stagionale, risultano diminuite del 7,3%. La riduzione è più consistente per i contratti a tempo indeterminato (-8,3%) che per quelli a tempo determinato (-5,2%). Nei primo 8 mesi del 2016 le assunzioni con esonero contributivo biennale sono state pari a 247.000, le trasformazioni di rapporti a termine che beneficiano del medesimo incentivo ammontano a 84.000, per un totale di 330.000 rapporti di lavoro agevolati. Nel 2016, i rapporti di lavoro agevolati rappresentano il 32,8% del totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato. Nel 2015, l’incidenza delle assunzioni e trasformazioni agevolate (con abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro per un triennio), sul totale delle assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato, era stata pari al 60,8%. Nei primi 8 mesi del 2016, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +703.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+813.000) e superiore a quello registrato nei primi otto mesi del 2014 (+540.000).  

Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) ad agosto 2016 risulta positivo e pari a +514.000, compresi i rapporti stagionali. Il risultato positivo è interamente imputabile al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo indeterminato, il cui saldo annualizzato ad agosto 2016 è pari a +518.000.  

Intanto, però, si registra una forte crescita dei licenziamenti. Quelli «normali» sono passati per i primi otto mesi dell’anno da 290.656 a 304.437, con un aumento di quasi 14.000 unità. Quelli «per giusta causa o giustificato motivo soggettivo» (sostanzialmente quelli per ragioni disciplinari o assimilabili, resi molto più facili dalla riforma del lavoro) nei primi 8 mesi del 2016 sono passati da 36.048 a 46.255, con un balzo di 11.020 unità in più, che corrisponde a un aumento su base annua del 28,3%.  

Infine, i contestai voucher: nel periodo gennaio-agosto 2016 sono stati venduti 96,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto ai primi otto mesi del 2015, pari al 35,9%.  

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