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martedì 4 ottobre 2016

CONTRO LA TORTURA

Europarlamento contro business della tortura – L’Indro

lindro.it – Europarlamento contro business della tortura. Oggi al voto la revisione del regolamento che diviene più restrittivo per un mercato poco controllato.
Tra i dossier al voto oggi del Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, vi è il rafforzamento del regolamento del 2005 che vieta lo scambio di merci che potrebbero essere utilizzate per la tortura o esecuzioni in Paesi terzi, il così detto divieto all’esportazione di ‘merci di tortura‘.
Oggi gli ultimi emendamenti al regolamento (EC 1236/2005) saranno discussi e votati, l’Europarlamento esaminerà e voterà un pacchetto di emendamenti concordati tra il Consiglio e lo stesso Parlamento nel corso dell’anno. Il pacchetto ha già ottenuto il voto favorevole del Comitato sul commercio internazionale del Parlamento europeo.
Amnesty International e Omega Research Foundation hanno sollecitato il Parlamento europeo ad adottare misure che rafforzino il contrasto europeo al commercio di strumenti che possono essere usati per torturare o mettere a morte.
«Il mercato globale è in espansione, grazie a strumenti come i bastoni acuminati e le catene per gli arti inferiori che possono essere facilmente usati per torturare. Introdurre una più rigida regolamentazione sulla vendita, l’intermediazione e la promozione di questi strumenti ci avvicinerà alla messa al bando di questo turpe commercio», ha dichiarato Ara Marcen Naval, consulente di Amnesty International su controllo delle armi, commercio di sicurezza e diritti umani.
«Da troppo tempo le aziende produttrici fanno profitti sulla sofferenza umana. Questo voto è l’occasione per l’Unione europea di dichiarare che non è più disposta a tollerare la tortura», ha sottolineato Naval.
Amnesty International e Omega Research Foundation svolgono da anni una campagna per chiudere le falle dell’attuale regolamento, tra cui quella che consente ad aziende con sede nell’Unione europea o che commerciano all’interno dell’Unione europea di pubblicizzare strumenti atti a torturare tanto online quanto in occasione di fiere ed esibizioni, mentre l’importazione e l’esportazione dalla e nell’Unione europea sono vietate.
Cataloghi che pubblicizzano materiali come le manette da pollice, i bastoni acuminati o strumenti di contenzione degli arti inferiori sono stati distribuiti alla fiera di Milipol, a Parigi, nel novembre 2015. In quell’occasione sono stati anche mostrati scudi acuminati e strumenti di contenzione degli arti inferiori.
Alla data del 28 settembre di quest’anno, il sito dell’azienda tedesca PKI Electronic Intelligence GmbH continuava a promuovere un prodotto vietato come le manette fornite di una carica elettrica di 60.000 volt, con l’agghiacciante dicitura «Non vedrete mai una persona in fuga bloccarsi così rapidamente!».
Il pacchetto di emendamenti su cui gli europarlamentari sono chiamati a votare comprende una serie di misure a lungo sollecitate da Amnesty International, Omega Research Foundation e altri. «La Commissione, il Parlamento e gli stati membri devono assicurare che strumenti vietati, concepiti per infliggere dolore e sofferenza, o prodotti che potrebbero essere usati a quello scopo, non siano più esibiti disinvoltamente alle fiere commerciali che si svolgono nel territorio dell’Unione europea o promossi online da aziende europee», ha dichiarato Michael Crowley, di Omega Research Foundation.
«Chiediamo agli organi dell’Unione europea, alle sue istituzioni e agli Stati membri di assicurare che le muove misure adottate per rafforzare il regolamento esistente siano attuate integralmente, subito e in modo efficace».
Gli emendamenti sostenuti da Amnesty International e Omega Research Foundation comprendono: il divieto esplicito di transito nell’Unione europea di strumenti concepiti unicamente per torturare, infliggere maltrattamenti o mettere a morte; il divieto di intermediazione da parte di aziende aventi sede nell’Unione europea, anche quando strumenti vietati non toccano il suolo europeo; il divieto di fornire formazione e assistenza tecnica per l’uso di strumenti vietati; una ‘procedura d’urgenza’ che consentirà all’Unione europea di mettere più velocemente in atto controlli su nuovi strumenti giudicati atti a causare violazioni dei diritti umani.
Amnesty International e Omega Research Foundation chiedono l’introduzione di ulteriori misure per rafforzare gli obiettivi del regolamento. Ad esempio, vietare alle aziende dell’Unione europea di fornire formazione alla Polizia e alle forze di sicurezza di ogni parte del mondo riguardo a tecniche che potrebbero essere definite maltrattamento o tortura.
Il sito di un’azienda della Repubblica Ceca, ad esempio, contiene un video che spiega come usare efficacemente la tecnica di contenzione della ‘stretta alla gola’ di un detenuto. Questo genere di formazione non è attualmente vietato, anche se la tecnica in questione pare in contrasto con le raccomandazioni del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa.
Amnesty International e Omega Research Foundation chiedono infine alle istituzioni e agli Stati membri dell’Unione europea di agire per fermare il commercio globale della tortura. Infatti, il mercato internazionale di equipaggiamenti per le forze di sicurezza appare nella maggior parte degli Stati meno controllato di quello delle armi e delle munizioni.
«Con questi emendamenti, i leader europei stabiliranno un forte esempio di standard regionali, un possibile modello per altri Stati al di fuori dell’Unione europea. L’Unione europea deve prendere una posizione ferma e contribuire a fermare il commercio della tortura», ha concluso Naval.

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