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mercoledì 19 ottobre 2016

CLINTON VS TRUMP ON AIR

Clinton-Trump, ultimo duello tv. Lei può chiudere partita, lui può riaprirla

WASHINGTON – L’appuntamento, almeno per i nottambuli, è alle 2:30 del mattino di giovedì 20 ottobre ora italiana. A quell’ora Hillary Clinton e Donald Trump si confronteranno faccia a faccia per la terza e ultima volta prima delle elezioni che l’8 novembre designeranno il successore di Barack Obama.
Evento in mondovisione ovviamente, in Italia lo trasmetterà integralmente SkyTg24, in cui è lecito aspettarsi colpi bassi e, perché no, colpi a sorpresa. A inventarsi qualcosa è costretto certamente Donald Trump. Gli ultimi sondaggi, diffusi proprio alla vigilia dello scontro finale, lo danno pesantemente indietro. Hillary 47, Donald 39 dice Bloomberg. Agli altri, là solo per occupare posto sulla scheda elettorale restano poco più delle briciole:  il candidato libertario, Gary Johnson, è all’8% e la candidata dei Verdi, Jill Stein, al 3%.
Da qua a dare Trump per spacciato, però, ce ne corre. Negli Stati Uniti può bastare il colpo giusto al momento giusto per spostare qualche centinaia di migliaia di voti negli stati in bilico per fare la differenza.  La Clinton ha dalla sua il voto delle donne. Ed è in un certo senso ovvio visto che su Trump, in questi ultimi giorni, sono continuate a piovere una serie di accuse di molestie sessuali. Le sue intercettazioni e le dichiarazioni avventate in materia hanno fatto il resto: il tutto in attesa che le giustizia faccia il suo corso su eventuali denunce.  Trump, invece, va forte tra gli uomini. Se votassero solo i maschi sarebbe in vantaggio di cinque punti.
Stasera però tutto può cambiare. Trump è obbligato a giocare d’attacco. Non gli basteranno osservazioni sulla precaria salute della sua avversaria, già giocato il bonus bugie per lo scandalo email (ma proprio oggi ne verranno diffuse altre, annunciano i collaboratori di Julian Assange), non gli basterà dare della “dopata” alla sua avversaria. Ci vorrà il colpo a sorpresa.
Neppure Clinton, però, può permettersi di giocare “in difesa” limitandosi ad amministrare il vantaggio. Trump è un candidato di carisma indubbio: ha stravinto le primarie del partito contro praticamente tutto il suo partito, è arrivato dove nessuno pronosticava. E’ sopravvissuto nei sondaggi a scandali di tutti i tipi, da quelli a sfondo s€ssuale alle accuse di aver evaso le tasse, sino alla violazione dell’embargo su Cuba.

Però Hillary un vantaggio ce l’ha. Può chiudere la partita, mettendo quel colpo del ko che fino ad ora, secondo tutti gli analisti, le è mancato. In fondo la differenza è tutta qua: Hillary può chiudere la partita, Trump può solo sperare di riaprirla.

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