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lunedì 10 ottobre 2016

CLINTON A + 11% SU TRUMP

Hillary vola nei sondaggi dopo il video sessista di Trump: +11%

Il numero uno dei repubblicani Ryan scarica il magnate: «Non lo difenderò più»
AP
L’ex segretario di Stato Usa Hillary Clinton, 68 anni

LA STAMPA 10/10/2016
Il giorno dopo il secondo dibattito in tv tra Hillary Clinton e Donald Trump l’America fa i conti con un duello aspro e destinato a far discutere. 

Nei sondaggi Hillary Clinton vola dopo la diffusione del video con le frasi sessiste del rivale Donald Trump risalente al 2005. Secondo l’ultimo sondaggio Nbc/Wsj, condotto tra sabato e domenica ovvero dopo la diffusione della registrazione ma prima del dibattito televisivo tra i contendenti alla presidenza Usa, la candidata democratica è in vantaggio con il 46% delle preferenze mentre Donald Trump è al 35%.  

Il duello Clinton-Trump: le frasi più velenose

Il rilevamento è stato condotto su base nazionale tra i probabili elettori e rispetto alla corsa ancora a quattro, ovvero con il candidato libertario Gary Johnson che registra il 9% dei consensi e la candidata dei Verdi Jill Stein cui va il 2%. Il distacco di Clinton da Trump risulta poi ancora più ampio quando nel sondaggio si prospetta soltanto la sfida a due in cui la ex first lady risulta in testa con il 52% mentre Donald Trump è al 38%, con 14 punti percentuali di distanza.

Nel frattempo il presidente della Camera Usa, il n.1 del partito repubblicano Paul Ryan, ha chiarito ancora meglio la portata della sua presa di distanza totale da Donald Trump. Ryan ha dichiarato che non «difendera più o farà campagna» per il candidato repubblicano anche se formalmente - per il suo ruolo istituzionale - non ritirerà il sostegno (endorsement) formale al candidato alle presidenziali dell’8 novembre. Ryan, ha chiarito, si concentrerà solo nel fare campagna per confermare la maggioranza repubblicana al Congresso, uscita dalle elezioni di midtem del novembre 2014. 

A St. Louis la Clinton in vantaggio ma Trump ha evita il collasso

L’8 novembre oltre alla presidenza si cambiano tutti i 435 deputati della House of Representatives (al momento sono 247 repubblicani e 188 democratici) e 34 senatori (24 sono repubblicani e 10 democratici) su 100 (54 sono repubblicani, 44 democratici e due indipendenti che hanno sempre votato con l’Asinello), oltre a 12 governatori ( 7 repubblicani e 5 democratici) su 50. A dare la notizia il portavoce di Ryan che solo 48 ore fa ha cancellato un evento con Trump nel suo stato il Winsconsin, per cui si ricandida l’8 novembre. Il tutto dopo la diffusione sabato, da parte del Washington Post, del video offensivo conto le donne del 2005. Ryan diede per ultimo ed estremamente riluttante il suo endorsement a Trump tra i big del Gran Old Party  

Una fonte vicina a Ryan ha chiarito quello che già molti analisti, a partire dagli editorialisti del Wall Street Journal, avevano suggerito al Gop: considerare per persa la Casa Bianca a favore della democratica Hillary Clinton e spendere tutti le energie, a partire dai fondi, nella difesa del Congresso. Il terrore dei repubblicani è che Clinton non rieca a conquistare la Casa Bianca ma possa controllare anche Camera e Senato. Si tratta di una situazione più rara di quanto si pensi nella storia politica Usa dove, parafrasando la politica francese ai tempi del presidente socialista Francois Mitterand, il presidente ha spesso `coabitato´ con un Congresso di segno opposto.  

«Paul Ryan dovrebbe passare più tempo ad occuparsi di bilancio, di occupazione, di immigrazione illegale e non sprecarlo nel combattere il candidato repubblicano alla presidenza» ha replicato Trump. 

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