IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

sabato 8 ottobre 2016

THE CIAMPI AGENDA

Trattativa. Richiesta l’acquisizione delle agende di Ciampi (e Ultimo tace)

ARTICOLOTRE
ciampiRedazione– I magistrati che indagano sulla trattativa Stato-mafia hanno richiesto, nella giornata di ieri, l'acquisizione delle agende dell'ex capo di Stato Carlo Azeglio Ciampi. A indicarle, era stato lui stesso: ai pm che erano andati a interrogarlo -ai tempi Di Matteo, Messineo e Ingroia,- disse infatti che  “sugli argomenti sui quali vengo compulsato, potrebbe essere per voi utile consultare le mie agende del tempo, tuttora custodite presso gli uffici del Quirinale. Nelle agende, oltre a riportare le annotazioni sugli accadimenti della giornata, in alcune occasioni riportavo anche mie riflessioni”. 
Tali riflessioni, per i magistrati potrebbero rivelarsi interessanti: per esempio, vi potrebbero essere anche i dialoghi avuti con l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ma, come già stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale, su queste pagine potrebbe scattare il divieto di acquisizione e divulgazione per la riservatezza dei colloqui anche informali del capo dello Stato. 
Sempre durante l'udienza di ieri, i magistrati hanno depositato agli atti il verbale di quell'interrogatorio di Ciampi (avvenuto nel dicembre del 2010). In esso, l'ex Capo di Stato ricordò i timori che l'avevano colto nell'estate del '93, specialmente di fronte gli attentati a Milano e Roma di Cosa Nostra: Nei frangenti coincidenti con le bombe di Roma, Milano e Firenze – disse ai pm – si era concretizzato il pericolo di un colpo di stato, per la eccezionalità oggettiva di quegli avvenimenti, compresa l’interruzione delle linee telefoniche di Palazzo Chigi nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1993”. E poi ancora: “Ricordo perfettamente che effettivamente convocai in via straordinaria il consiglio supremo di difesa, di tale convocazione venne informato sicuramente anche il presidente della Repubblica. Ricordo che, in un clima di smarrimento generale, nel corso di quella riunione, qualcuno avanzò l’ipotesi dell’attentato terroristico di origine islamica. Altri, tra cui certamente il capo della polizia Parisi, escludevano la fondatezza di quella pista avanzando l’ipotesi della matrice mafiosa. (…) Io personalmente ho maturato il convincimento che quelle bombe fossero contro il governo da me presieduto”.
E per quanto concerneva la mancata proroga, sempre nel '93, di una serie di provvedimenti di 41 bis e sulla decisione di sostituire al vertice del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Nicolò Amato con Adalberto Capriotti, spiegava: “Non ricordo che vi fossero ministri che avevano opinioni diverse in tema di contrasto alla criminalità organizzata. Nulla ricordo in ordine alla mancata proroga del regime detentivo del 41 bis, non venni avvertito né prima né dopo quella mancata proroga. Non so nemmeno dare una spiegazione per la condotta del ministro Conso che, con la mancata proroga di tali decreti, certamente andava in netta contrapposizione con le linee guida del governo da me presieduto in tema di lotta alla mafia”.
Il dibattimento sarebbe dovuto proseguire con l'audizione di Sergio De Caprio, alias Ultimo: i magistrati avrebbero voluto ascoltarlo per quanto concerneva l'episodio di Terme Vigliatore. In particolare, i pm avrebbero voluto capire perché mai, il 6 aprile 1993, Ultimo si trovasse in quella città, proprio nel giorno in cui oltre al mancato arresto di Nitto Santapaola vi fu una sparatoria che coinvolse Fortunato Imbesi, scambiato per un latitante. De Caprio si è però avvalso della facoltà di non rispondere.

Nessun commento:

Posta un commento