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mercoledì 19 ottobre 2016

BAGARINAGGIO 2.0

Dopo il caso Coldplay l’Antitrust indaga sui bagarini 2.0, nessun accenno al monopolio di TicketOne

Aperta un’istruttoria sul sito autorizzato a vendere i biglietti e quattro portali del “mercato secondario”. I due concerti a San Siro della band erano andati esauriti in pochi minuti
AP
Chris Martin, cantante dei Coldplay, in concerto: la band suonerà a Milano il 3 e 4 luglio 2017

LA STAMPA 19/10/2016
TORINO
Migliaia di biglietti esauriti in pochi minuti sull’unico sito autorizzato alla vendita, ma immediatamente disponibili a prezzi esorbitanti su altri portali. Succede, e anche spesso. Per questo l’Antitrust dopo le segnalazioni di Unione nazionale consumatori e Altroconsumo ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di TicketOne e altri 4 operatori del mercato secondario. In Italia, ma non solo, acquistare in Rete il biglietto per un concerto è diventata un’impresa. Lo sanno bene i numerosi fan dei Coldplay che il 7 ottobre hanno tentato (senza successo) di comprare un ticket per vedere Chris Martin e soci a San Siro.  

La procedura era semplice, l’attesa infinita. Chi si è collegato a TicketOne, il solo sito autorizzato a vendere i biglietti della band, si è ritrovato nella «sala d’attesa» e non è riuscito a portare a termine la missione. Peccato che sul cosiddetto «mercato secondario» i biglietti c’erano eccome. Anche se a un altro prezzo. Il costo originale era «di 46 euro per gli anelli verde e blu, 109,25 per l’anello rosso numerato - spiega Altroconsumo -. Ma sul sito Viagogo il prezzo andava da 166,82 euro a 1.780,94». 

I siti di «bagarinaggio digitale» giustificano il prezzo salato offrendo servizi aggiuntivi, che vanno dal parcheggio al bus per raggiungere la location. Questi portali si accaparrano tantissimi biglietti grazie ai ticket(ro)bots, software scaricabili online per qualche centinaia di euro in grado di eludere il sistema che limita gli acquisti multipli. Ma quello dei bagarini 2.0 non è un fenomeno nuovo.  
Nel 2013 il sistema di prenotazione online statunitense Ticketmaster ebbe problemi proprio a causa dei ticketbots: una stima rilevò che questi programmi erano stati usati per comprare più del 60% dei posti per alcuni importanti show negli Usa, poi rivenduti singolarmente su altri siti. Insomma, il caso Coldplay è solo la goccia che - in Italia - ha fatto traboccare il vaso.  

Il problema infatti si sarebbe verificato, anche in passato, per i live di One Direction, Foo Fighters, Red Hot Chili Peppers, Bruce Springsteen, Renato Zero, Adele e David Gilmour. Ora l’Antistrust vuole accertare se TicketOne «abbia predisposto idonee misure informatiche» per evitare che i bagarini 2.0 facciano incetta di biglietti e intaschino guadagni illeciti. Per quanto riguarda i portali, invece, l’indagine mira «a verificare l’eventuale ingannevolezza delle informazioni relative alle condizioni di vendita».  

L’istruttoria si concluderà in «tempi brevi», promette il presidente dell’Autorità Giovanni Pitruzzella, perché «le persone chiedono certezze». Nessun accenno, invece, al monopolio di TicketOne: al momento non ci sono segnalazioni su un eventuale abuso di posizione dominante.  

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