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mercoledì 5 ottobre 2016

ANDDOS VS OMOFOBIA

ANDDOS contro l’omofobia: ne parla Marco Canale

ARTICOLOTRE
anddos-Elisabetta Cannone– I numeri sono quelli di una realtà importante, con una struttura forte e molto rappresentativa di una comunità variegata: quasi duecentomila aderenti, centinaia di dipendenti, mille volontari, è questo solo per dare una prima idea. I servizi offerti poi sono molteplici: dai centri di ascolto e antiviolenza, (numero verde 800864630), all'assistenza legale gratuita, a quella di centri di consulto medico, fino a circoli ricreativi dove fare amicizia, trascorrere il tempo libero chiacchierando del più e del meno così come di politica.
Dalla sua costituzione, era il 2012, di strada ANDDOS, associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale, ne ha fatta tanta.
Diretta ancora oggi dal suo storico presidente Marco Canale, l'associazione ha davanti a sé ancora molte sfide non solo all'interno della comunità lgbti estremamente eterogenea come composizione ed esigenze, ma anche all'esterno rispetto al mondo etero al quale veicolare il messaggio tanto ovvio ma non scontato ovvero che la comunità omosessuale ha non solo pari dignità di esistenza e di avere riconosciuti diritti fondamentali ma soprattutto è costituita da persone normali che lavorano, pagano le tasse, fanno shopping, ascoltano musica e si amano.
Rispetto e dignità che nel migliore dei casi però vengono sostituiti da risatine alle spalle ed epiteti poco eleganti, e nel peggiore purtroppo sfociano in violenze consumate all'interno delle mura domestiche, di gruppo a scuola o per strada (tra gli ultimi episodi l'aggressione nella Capitale a Ponte Milvio) fino ad arrivare agli omicidi o all'istigazione al suicidio.
"Anddos vede la luce già nel 2010 ma ufficialmente si costituisce due anni dopo. Di fatti nasce dall'esigenza dei circoli, che tutt'ora lo fondano e che da venti anni militavano in Arcigay, di avere una adeguata rappresentanza democratica all'interno di Arcigay stesso – racconta Marco Canale -. I nostri circoli sono sempre stati frequentati da soci che aderivano innanzitutto per un normale desiderio di divertimento – continua il presidente Anddos -. Da questo bisogno di partenza, del tutto lecito, il nostro scopo di sempre è stato veicolare anche l'impegno sociale che auspichiamo diventi sempre più costante nel tempo. L'associazione oggi conta diverse collaborazioni con altri circoli e realtà lgbti con cui condividiamo iniziative e campagne".
Un impegno a tutto tondo che Anddos porta avanti anche con il nuovo tesseramento che partirà da gennaio 2017 (17 euro la quota annuale) e che si arricchisce di novità. Innanzitutto di uno slogan che si lega a una campagna che cambierà di anno in anno
. E poi benefit per i soci. "La tessera non deve essere vissuta come un aggravio, ma come il riconoscimento di una appartenenza di cui essere orgogliosi. Quest'anno si lega a una serie di agevolazioni e servizi molto interessanti, ad esempio da' la possibilità di spendere 600 euro all'interno di tutti i nostri circoli e grazie a una app si potrà accedere a un carnet di convenzioni con strutture ed esercizi commercialiche hanno deciso di aderire al circuito" spiega Marco Canale.
Attività ricreative e impegno sociale come la possibilità di fare visite mediche con dottori volontari o parlare con volontari dei centri di ascolto. "La distribuzione gratuita di oltre un milione di preservativi nei nostri circoli, che significa prevenzione da malattie sessualmente trasmissibili, non si fa solo grazie al nazionale, ma soprattutto attraverso l'impegno concreto dei singoli circoli che ci mettono del proprio", insiste Canale che aggiunge: "I nostri circoli rappresentano da sempre un luogo sicuro dove un giovane è garantito sia rispetto alla privacy sia alla sicurezza personale, oltre a essere un luogo dove poter sperimentare senza paura di condanne la propria omosessualità".
 Eppure non mancano i problemi legati alla violenza e alla discriminazione di cui sono ancora vittime gli omosessuali.
"Le colpe sono di tutti, di chi potendo non ha fatto – afferma senza mezzi termini il presidente di Anddos -. I politici innanzitutto hanno una grande responsabilità quando giustificano alcuni atteggiamenti e quindi di fatto la violenza. Quando metti ai margini una persona – continua Marco Canale- la presenti agli occhi della società come un reietto o peggio un malato da curare come fa la Chiesa, in quello stesso momento gli fai perdere ogni connotato di persona e chi gli usa violenza non ha più alcun senso di umanità".
La cultura, l'educazione al riconoscimento della diversità, il rispetto per l'altro sono fondamentali in una società civile, e un ruolo importante in questo ce l'ha anche l'informazione che non deve raccontare la vita e le storie di queste persone come fossero delle macchiette spiate dal buco della serratura, alla ricerca di chissà quali torbidi passati o pratiche perverse, ma deve utilizzare un linguaggio appropriato e rispettoso. Con questi intenti è nato il sito Pride online, legato ad Anddos, un portale di informazione a trecentosessanta gradi che parli di tutto a tutti.
 "Le persone omosessuali sono esattamente come tutte le altre: comprano gli iPhone, amano la moda, leggono di politica e seguono le vicende della crisi economica finanziaria italiana e non solo – dice sorridendo Canale -. Il sito Pride online, che ha visto la luce lo scorso venerdì, vuole misurarsi alla pari con gli altri mezzi di informazione, ovviamente avendo un occhio di riguardo nei confronti delle tematiche lgbti. Questo grazie alla esperienza e alla collaborazione con la storica rivista cartacea Pride dell'editore Frank Semenzi. A pochi giorni dal suo debutto, posso dire che siamo molto soddisfatti del numero di contatti, diverse migliaia, che ha registrato il sito". 

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