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martedì 11 ottobre 2016

300 MILIONI AI TERREMOTATI

Terremoto, via libera al decreto: subito 300 milioni

Il governo approva lo stanziamento per la ricostruzione e misure per la ripresa delle attività produttive: da prestiti a tasso zero al rinvio d’imposta
ANSA
La tendopoli di Amatrice
11/10/2016
Ha inizio oggi, con un decreto legge approvato in mattinata dal Consiglio dei ministri, la seconda fase post-terremoto, quella della ricostruzione. Il «vademecum», come è stato definito dal premier Matteo Renzi in visita nelle zone colpite dal sisma, traccia le linee guida «per ripartire dopo la fase emergenziale e per far tornare questi paesi come erano prima del 24 agosto». 

Si partirà con 300 milioni di euro, destinati a 62 comuni inseriti nel decreto, utili a dare la prima scossa necessaria a far partire la macchina. Poi, si potrà attingere ad un fondo da quattro miliardi e mezzo di euro, di cui tre destinati alla ricostruzione degli edifici privati e uno per quelli pubblici, già stato inserito nella legge di bilancio che sarà approvata il prossimo sabato. I lavori per le prime case e per le seconde case all’interno dei borghi saranno coperti interamente dagli stanziamenti del governo, mentre per le abitazioni posizionate all’esterno dei centri abitati la copertura non sarà integrale, ma limitata al 50% delle spese. «I tempi della ricostruzione saranno lunghi – mette in guardia il commissario straordinario Vasco Errani in conferenza stampa a palazzo Chigi – anche perché per i borghi, che vogliamo ricostruire pietra su pietra, sarà necessario un lavoro di programmazione urbanistica, nel quale sarà coinvolto (con il progetto “Casa Italia”) l’architetto Renzo Piano».   
Un piano complesso che verrà affrontato gradino dopo gradino. Il primo passo sarà quello di mettere a disposizione «case temporanee di qualità, che nulla hanno a che vedere con i moduli abitativi delle passate esperienze», assicura Errani. Una decisione, questa, che mira ad evitare il forte rischio di spopolamento del territorio. «Dobbiamo poi evitare che un futuro terremoto di grado 6.0 faccia nuovamente crollare gli edifici», dichiara Errani. «Per questo, nelle opere di ricostruzione saranno interamente coperti anche i lavori di miglioramento e adeguamento sismico». 

Renzi nelle zone colpite dal sisma. 
Al premier scappa anche una battuta

Per non staccare la spina ai territori, sostiene il commissario straordinario, «sarà fondamentale riuscire a ricostruire nel più breve tempo possibile anche un modello economico vivo». In quest’ottica, sono stati inseriti nel vademecum del governo misure che aiutino la ripresa immediata delle attività produttivedal prestito d’onore alla cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma, dai prestiti a tasso zero con un lungo periodo di ammortamento al rinvio di imposte e tasse per singoli e imprese, fino all’istituzione di un fondo di attrazione per nuovi investimenti. 

Tutto nella «massima trasparenza e tracciabilità», assicura il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, presente in conferenza stampa al fianco di Errani. Le stazioni appaltanti saranno quattro, una per ogni regione coinvolta dal terremoto, ma con un’unica centrale di committenza dei lavori, controllata direttamente dall’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. «E poi, per la prima volta, saranno accettate nelle gare di appalto esclusivamente le aziende inserite in una “white list”», dice De Vincenti. Si istituirà inoltre una struttura dedicata all’individuazione di eventuali interdizioni per le imprese non in regola, con controlli che coinvolgeranno, oltre all’Anac, anche la Corte dei Conti. 

Le prime proposte e iniziative di rilancio economico sono già state presentate oggi al premier. La famiglia Della Valle ha assicurato di voler costruire nelle Marche, nella zona di Arquata, un nuovo calzaturificio Tod’s, partendo subito con i corsi formativi per i giovani della zona, mentre il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha abbozzato l’idea di creare un modello imprenditoriale con il brand “Amatrice” per rilanciare l’economia del territorio, a partire dalla produzione del celebre sugo all’amatriciana. 

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