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domenica 18 settembre 2016

SALVINI: NO AI SERVI DI SILVIO

Salvini lancia l’ultimatum al centrodestra: “Non saremo servi di Berlusconi”

A Pontida: “Niente accordi al ribasso”. Il leghista attacca ancora Ciampi e Napolitano
ANSA

LA STAMPA 18/09/2016
INVIATO A PONTIDA (BERGAMO)
O con noi o senza di noi. Dal pratone di Pontida, per la ventesima volta, Matteo Salvini lancia l’ultimatum al centrodestra: «Non saremo mai servi di nessuno, nemmeno di Silvio Berlusconi. Con noi accordi al ribasso non se ne fanno». Parla per un’ora abbondante il leader del Carroccio, sul solito pratone dove tornano a sventolare gli striscioni di vent’anni fa: «Italia di merda. Secessione». Attacca vecchi e nuovi «nemici». Da Carlo Azeglio Ciampi a Gad Lerner, da Giorgio Napolitano a Michele Santoro, da Roma ladrona all’Europa tutta. Con un’importante new entry, Papa Francesco che qui piace davvero poco. 

Pontida, Gad Lerner contestato: “Sei venuto a provocare”

I Giovani padani al loro gazebo lo mettono sulle magliette con scritta inequivocabile: «Il mio papa è Benedetto». Matteo Salvini passa e annuisce: «Papa Ratzinger aveva idee molto precise sull’Islam. Quelli che invitano gli imam in chiesa non mi piacciono». In questo giro, con la Lega senza più alleati stabili, a Matteo Salvini piacciono pochi. Per niente Stefano Parisi che a Milano ieri ha cercato di rimettere insieme i cocci del centrodestra: «Se ti chiami Scajola stai con Alfano, Fini e Verdini ma non con me. Se volete questa gente cercatevi un altro segretario federale. Se qualcuno pensa che il nostro futuro sia quello di un piccolo partito al 4% ha sbagliato». 


Salvini: “Berlusconi l’interlocutore nel centrodestra”


ANSA

Allora forza tutta per mandare a casa l’altro Matteo, Renzi, dopo il referendum. E per scardinare l’Europa della Merkel e della moneta unica. Sapendo però che nella Lega c’è più di un’anima. Umberto Bossi non gliele manda a dire: «La lega non è nè carne nè pesce. Il nemico è Roma ladrona, non potremo mai essere un partito nazionale. Solo la Padania resta nel cuore e nella nostra testa. Il nostro obiettivo deve rimanere la secessione».  

«Sono convinto che con la scadenza elettorale l’unità di trova», ha replicato Stefano Parisi, riferendosi al rapporto con la Lega di Salvini parlando a «L’Intervista» su SkyTg24.  

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