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sabato 17 settembre 2016

RENZI VS MERKEL E HOLLANDE SUI MIGRANTI

Renzi contro Francia e Germania su austerità e migranti

ARTICOLOTRE
renzi-Redazione–  "Io non sono soddisfatto delle conclusioni sulla crescita e sulle migrazioni, quindi non posso fare una conferenza stampa insieme al cancelliere tedesco o al presidente della Repubblica francese non condividendo le conclusioni allo stesso modo di come le condividono loro".
Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi spiega, al termine del vertice di Bratislava, i motivi per cui Francois Hollande e Angela Merkel hanno tenuto una conferenza stampa insieme, senza l'Italia.
 "Non è un fatto polemico – continua Renzi – è un fatto di serietà. Io ho bisogno di tornare in Italia e dire che su certi punti si sono fatti passi avanti, su altri no.Non è che devo fare una recita a copione per far vedere che siamo tutti uniti".
"Lavoriamo non per creare una minoranza di blocco, ma per avere una maggioranza sulle nostre posizioni – aggiunge Renzi -. Il patto di stabilità si chiama patto di stabilità e di crescita, ma qualcuno se lo dimentica. Bisogna riflettere sul fatto se il Fiscal compact ha un futuro oppure no: io credo di no e lavoro perché questo sia reso evidente nella discussione. L'Italia non è innamorata di un formato piuttosto che dell'altro. E, se su alcuni temi Francia e Germania vanno d'accordo e ritengono di essere soddisfatti, io sono felice per loro" aggiunge Renzi.
"O l'Ue fa gli accordi con i Paesi africani, o li facciamo da soli. Secondo noi sarebbe molto meglio che fosse l'Europa a intervenire, ma se l'Europa decide che questa non è una priorità, bisognerà intervenire noi" dice Renzi, al termine del vertice di Bratislava, illustrando le ragioni per cui l'Italia è insoddisfatta dell'esito del summit.
"Se l'Italia deve fare la sua parte – continua Renzi – farà la sua parte da sola, ma certo non è immaginabile che si fa un grande discorso sull'Ue, che abbiamo la Guardia Costiera e di Frontiera Europea e poi l'unica cosa che fa la Guardia Costiera Europea è portare i migranti in Sicilia. Questo meccanismo non può continuare nei prossimi mesi. O l'Ue assume un'iniziativa, che noi abbiamo messo nero su bianco, per intervenire in Africa e avere la visione per costruire quello che abbiamo chiamato Migration Compact, oppure è difficile continuare con il meccanismo che è andato avanti sino ad oggi". 
L'invito ricevuto dalla Casa Bianca per il 18 ottobre, dice Renzi, "credo che sia un gesto, assolutamente casuale, perché è un fatto di calendario non studiato a tavolino, ma io lo interpreto anche così: l'Italia vuole portare con grande determinazione nel dibattito europeo quei valori di crescita che hanno segnato il successo della politica economica americana e, ahimé, un successo non così grande della politica economica europea".
"Il prossimo appuntamento – continua il premier – sarà al Consiglio Europeo del 20 ottobre. Noi arriveremo a quel Consiglio dopo un appuntamento che credo sia molto importante, per me e per il nostro Paese. Il fatto che il presidente Obama abbia scelto di chiudere le sue visite di Stato con la cena ufficiale dà grandissimo onore all'Italia e anche il senso di quella che deve essere la sfida dei prossimi anni, ora che Obama si accinge a lasciare la Casa Bianca. Cioè investire sui valori che hanno fatto grandi gli Usa, l'Europa, l'Occidente e sui temi della crescita". 
"Dobbiamo avere consapevolezza che la filosofia dell'austherity a tutti i costi che ha prodotto il Fiscal Compact non ha funzionato in Europa. E non lo dice il rappresentante del governo italiano o di un altro governo. Lo dicono, purtroppo, i numeri" sottolinea in conferenza stampa a Bratislava il presidente del Consiglio Matteo Renzi. 
"Magari ci fosse il patto di stabilità: c'è il Fiscal Compact e sul Fiscal Compact siamo pronti a fare una bella riflessione, perché quando fu approvato prevedeva un quinquennio". "Noi abbiamo bisogno di tornare a crescere come Paese, ma anche l'Europa. Il dato di oggi dell'export, con il -7% sul luglio dello scorso anno, è per gli italiani il migliore rispetto agli altri, perché gli altri Paesi vanno da -9% a -18%. Non c'è un problema italiano, c'è un problema europeo e non possiamo far finta di niente" conclude Renzi.

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