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martedì 6 settembre 2016

PIZZAROTTI VS RAGGI & CO.

Il direttorio M5S preme su Raggi: lascino Marra e Romeo, ma anche Muraro e De Dominicis

Riunione fiume dei vertici. In discussione non ci sarebbe il ritiro del simbolo
ANSA
Virginia Raggi saluta dalla finestra del suo studio in Campidoglio

LA STAMPA 06/09/2016
L’indagine che coinvolge l’assessora all'Ambiente Paola Muraro ha causato un nuovo ribaltone al Comune di Roma. Dopo aver ammesso in commissione Ecomafie di sapere fin da luglio dell’indagine Virginia Raggi è stata costretta a prendere dei provvedimenti dettati dal direttorio del M5S che oggi è stato riunito per ore in assemblea.  

A quanto si apprende da fonti parlamentari il direttorio avrebbe chiesto alla sindaca di ridiscutere le nomine di Raffaele Marra (vicecapo di Gabinetto), Salvatore Romeo (capo segreteria), nonché degli assessori Paola Muraro (Ambiente) e Raffaele De Dominicis (Assessore al Bilancio in pectore). Sui primi due, il vice capo di gabinetto Marra e il responsabile delle segreteria Salvatore Romeo, la sindaca si sarebbe mostrata possibilista mentre, sempre a quanto si apprende da fonti parlamentari non avrebbe intenzione di rinunciare ai due assessori. Per Raffaele Marra la Raggi avrebbe intenzione, sempre per le stesse fonti, di escluderlo dal gabinetto mentre per Romeo si andrebbe verso un taglio di stipendio.( 

Il vertice a oltranza  
La riunione dei 5 stelle alla Camera è iniziata alle 10,30 con Roberto Fico (che era andato via ma poi è rientrato), Carla Ruocco e per un certo periodo anche Luigi Di Maio; e del minidirettorio Luigi Taverna; c’era anche Stefano Vignaroli esperto di rifiuti a Roma, colui che ha presentato Paola Muraro al sindaco Virginia Raggi. Secondo quanto viene riferito «sul tavolo non c’è l’ipotesi di togliere l’uso del simbolo alla Raggi» e «non c’è un caso Muraro» ma si sta parlando di Roma e della sua gestione complessiva e «dei nodi da sciogliere». L’imbarazzo è palpabile, tanto che Di Maio annulla la sua partecipazione al programma «Politics» su Rai Tre e Di Battista annulla la tappa del suo tour. Anche Beppe Grillo era sembrato prendere le distanze: «Ce la facciamo se ripartiamo col piede giusto», avrebbe detto ai suoi, lasciando intendere di volere una decisa svolta nella giunta capitolina 


Pizzarotti all’attacco  
Sferzante Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, sospeso dal Movimento mesi fa e in attesa di “verdetto” definitivo: «Il direttorio dovrebbe oggi rassegnare in blocco le proprie dimissioni per non aver saputo gestire il Movimento, e si dovrebbe finalmente tornare a parlare di partecipazione e di condivisione degli indirizzi politici. L’Italia non si governa con due clic in rete e con decisioni calate dall’alto e a porte chiuse». 

Quando la Raggi parlava di Pizzarotti: “La trasparenza è importante”

La base in rivolta  
La base del movimento 5 stelle riversa sul blog di Beppe Grillo una grandinata di commenti: si va dalla preoccupazione al disgusto, ma quel che è lampante è lo sconcerto dei simpatizzanti M5S. «L’affaire Muraro/Raggi a Roma sta minando l’intero progetto del Movimento, quello originario voluto da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo», o ancora «Stiamo dando un ignobile esempio di malapolitica e di manifesta incapacità, tra dimissioni, indagati, bugie e menzogne, raccomandazioni degne della peggior politica che nulla hanno a che vedere con lo spirito e le linee guida del Movimento»: sono tra le critiche che si possono leggere on line, dove si moltiplicano le richieste di dimissioni della Raggi. 

Scontro in giunta  
Ma la situazione sembra ormai fuori controllo, come se fosse scattata una sorte di resa dei conti interna alla giunta romana. «Se è vero quello che dicono le oche del Campidoglio cioè che è stato l’ispiratore di questa lettera scellerata all’Anac», Raffaele Marra, vice capo di Gabinetto della sindaca Raggi,«deve fare un passo indietro», dice l’assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, ospite di Radio Anch’io. «Mi riferisco al gesto, poco condiviso da me, di mandare una lettera all’Anac di Cantone in merito al contratto della Raineri: evidentemente è stato pensato da qualcuno», spiega riferendosi alla lettera che ha innescato le dimissioni del capo di gabinetto Carla Raineri. 

La procura apre un’indagine su Raineri  
E proprio sulla nomina di Carla Raineri a capo di Gabinetto la Procura di Roma ha avviato una indagine. Il procedimento è stato aperto come atto dovuto alla luce dell’esposto presentato nei giorni scorsi da Fratelli d’Italia. Nella denuncia si afferma che «l’amministrazione capitolina, nella deliberazione 14/2016» sarebbe «incorsa nel vizio di legittimità in violazione» di alcune decreti legislativi e del «Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e servizi dell’Ente». 

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