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lunedì 12 settembre 2016

PERCHE' IN ITALIA CI SONO SEMPRE MENO LAUREATI?

Sempre meno laureati in Italia. Primo stipendio: mille euro

Il nostro Paese rischia di non riuscire a competere con gli altri paesi europei: l’istruzione superiore è arrivata alla crescita zero

Ci sono sempre meno giovani laureati in Italia e chi riesce ad arrivare alla laurea scappa all’estero. La Commissione Ue mostra che l’Italia nel 2013 ha una delle quote di abbandono universitario più alte in Europa (45%), e una delle più basse di laureati fra i 30 e i 34 anni. Il nostro Paese rischia così di non riuscire a competere con gli altri paesi europei nei prossimi decenni: l’istruzione superiore è arrivata alla crescita zero.
CRESCITA ZERO – Per la prima volta dal 1945 il numero dei laureati disponibili per le imprese sta smettendo di crescere. Resta fermo ai livelli più bassi nel confronto internazionale, mentre altri Paesi a reddito alto o medio-basso hanno imboccato la direzione opposta. I laureati francesi o tedeschi sono almeno il doppio degli italiani. Anche la Polonia ci ha superato, in Irlanda o in Corea del Sud l’intensità dell’istruzione superiore nella società è tripla, e in aumento costante. Il rischio che il sistema industriale italiano si trovi spiazzato ben oltre l’universo del basso costo è tutt’altro che remoto: economie dove il lavoro resta più a buon mercato stanno iniziando a competere nella conoscenza, nelle tecnologie, e sulla parte alta del valore aggiunto.CERVELLI IN FUGA – I dati Istat raccontano che l’incidenza dei laureati nella popolazione italiana sta crescendo: dal 12,9% del 2014 al 13,3% dell’anno scorso. Le informazioni sono però incomplete a causa della difficoltà di tenere il conto dei laureati italiani che si trasferiscono all’estero. Proprio questo è uno dei fattori che contribuisce di più alla crescita zero dell’istruzione superiore nel territorio nazionale.
Negli ultimi anni, una persona ogni quattro fra quelle hanno lasciato l’Italia per lavorare altrove aveva una laurea. Germania, Gran Bretagna e Svizzera sono le prime destinazioni per gli italiani che espatriano e, secondo le statistiche ufficiali, negli ultimi anni hanno assorbito circa un terzo dei nostri migranti.
MILLE EURO IL SALARIO MEDIO – La scelta di abbandonare gli studi, per un giovane, può apparire razionale: il salario medio d’ingresso di un laureato triennale è crollato da 1.300 euro del 2007 a 1.004 euro del 2012, se e quando trova lavoro.

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