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domenica 18 settembre 2016

NOVACOOP ABBANDONA EATALY

Novacoop: “Lasciamo Eataly perché ormai vende anche prodotti di massa”

Dopo il divorzio con Eataly parla il presidente della cooperativa, Ernesto Dalle Rive
Il nuovo spazio Fiorfood di Novacoop in Galleria San Federico

LA STAMPA 18/09/2016
«Per noi l’esperienza in Eataly è stata illuminante e arricchente». Ernesto Dalle Rive, presidente di Novacoop, parla dopo il divorzio consensuale ricordando i tempi belli del matrimonio. «Con Eataly abbiamo capito cosa significa essere dinamici e innovativi e avere un rapporto stretto con il territorio e le eccellenze. A volte, però, anche le storie più belle finiscono».  

Come mai?  
«La nostra filosofia coincide su molti punti, ma siamo giunti alla conclusione che o eravamo in grado di dare a Eataly un contributo maggiore, o tanto valeva procedere in autonomia. Quando abbiamo aperto Fiorfood, il negozio in Galleria San Federico che abbina vendita, somministrazione e libri, vedevamo una contraddizione a restare in Eataly, che per prima aveva sperimentato questo modello. Anche se il grande successo, va detto, l’ha portata a valorizzare i prodotti dell’industria». 

Sta dicendo che Eataly ha subito una mutazione genetica?  
«Eataly è votata alle eccellenze, al territorio e alla cultura alimentare, ma abbiamo notato che con il passare degli anni è andata incontro alle esigenze di un consumo sempre più di massa e legato anche ai prodotti della grande industria. C’è stata un’evoluzione dell’offerta, che incrociandosi con una nostra politica di ricerca dell’eccellenza, ha portato a una sovrapposizione». 

Ve lo aspettavate questo cambiamento?  
«Per competere e riuscire a rispondere alle esigenze dei consumatori è evidente che l’ampiezza dell’offerta diventa decisiva». 

Ma è un tradimento?  
«Non direi. Ce ne andiamo, consapevoli che Eataly ha gambe più che solide. Abbiamo preso coscienza che il nostro sostegno concreto a suo tempo determinante, proprio per conoscere la grande distribuzione, oggi non lo è più, perché Eataly può muoversi in autonomia». 

È stato davvero un addio senza amarezze?  
«Abbiamo evidenziato la nostra determinazione, Eataly l’ha accolta. Capivano che la nostra presenza o si legava a un protagonismo maggiore nelle politiche della società, ma ci sarebbe stata una certa sovrapposizione, o niente. Delle tre Coop, che detenevano il 40% delle quote, solo Coopalleanza 3.0 mi pare mantenga una presenza, legata ad alcuni progetti comuni. Noi di Novacoop dall’alienazione delle quote abbiamo realizzato una plusvalenza superiore a 10 milioni di euro».  

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