IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

mercoledì 28 settembre 2016

MAXI INVESTIMENTI IN FERROVIA

Ferrovie, piano da 94 miliardi in dieci anni

Maxi-investimenti per raddoppiare i ricavi. «E con Anas saremo un soggetto unico». Accelerazione nello sviluppo dei bus. In Borsa il 30% della divisione Frecce-Intercity.

LA STAMPA 28/09/2016
Novantaquattro miliardi di investimenti nei prossimi dieci anni, con l’obiettivo di raddoppiare i ricavi a 17,6 miliardi, e la quotazione in Borsa entro il 2017 della nuova divisione Frecce-Intercity, che opererà nel trasporto a lungo concorrenza, 
Le Ferrovie pronte a inglobare l’Anas - «diventerà la sorella di Rfi», spiega l’ad Renato Mazzoncini - presentano il piano industriale che, annuncia la presidente Gioia Ghezzi, è stato disegnato nel segno della «discontinuità con il passato. Il principio alla base è cercare di spostare tutto il gruppo da un gruppo di trasporto ferroviario e gruppo che fornisce servizi di mobilità integrata». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, alla presentazione, approva: «Il progetto è molto bello perché sa guardare al futuro. Tiene insieme l’eccellenza del Frecciarossa con il trasporto pendolare su cui dobbiamo fare di più. Fs può essere un player importante, ha fatto un cammino positivo».  

L’impatto sull’occupazione  
Nel dettaglio, gli investimenti prevedono uno stanziamento di 73 miliardi per le infrastrutture, di 14 per il materiale rotabile e di 7 per lo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse sono già disponibili, ben 58 miliardi, di cui 23 in autofinanziamento e 35 già stanziati nei contratti di programma. L’incremento complessivo della spesa annua in investimenti genererà oltre 21 mila nuovi posti di lavoro, soprattutto tra le aziende appaltatrici: «Nuovi posti- dice Mazzoncini - che sono annui e aggiuntivi per le opere previste in più».  

Il mercato della mobilità su gomma  
Fs punta ad essere protagonista nel riequilibrio modale del mercato della mobilità che si va spostando sempre più verso il trasporto pubblico su gomma: in questo ambito il progetto è portare la quota di mercato di Fs nella gomma dal 6% del 2015 fino al 25% nel 2026. In particolare, per Busitalia, l’azienda di trasporto su gomma del gruppo si prevede l’arrivo di 3 mila nuovi bus. Busitalia sarà attiva anche sulla lunga distanza.  


Delrio: la rete resta pubblica  
Uno dei punti chiave è l’espansione internazionale. Oggi quel business costituisce il 13% dei ricavi complessivi, l’obiettivo è raggiungere il 23% nel 2026, un raddoppio dello «share» che, con il concomitante raddoppio dei ricavi complessivi, porterà a quadruplicare l’attuale fatturato estero del gruppo, posizionando Fs al livello degli altri player ferroviari europei. Uno snodo fondamentale è lo sbarco in Piazza Affari. «L’ipotesi su cui stiamo ragionando è una quotazione non inferiore al 30%» spiega Mazzoncini, precisando che «l’ipotesi di Ipo può riguardare la divisione della lunga percorrenza, ovvero Frecce e Intercity». «Questa divisione oggi ha un fatturato di 2,4 miliardi che può crescere nel Piano fino a 3 mld, un Ebitda di 700 milioni che possono diventare 1 mld, con Ebitda margin del 33%. L’appeal è molto evidente». Il ministro Delrio apprezza: «Sono molto felice che la rete resti pubblica, orgoglioso che la flotta regionale venga completamente rinnovata e che il settore merci abbia un potenziale di sviluppo enorme».  

Nessun commento:

Posta un commento