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giovedì 22 settembre 2016

MALAGO' VS RAGGI

Roma 2024, Malagò: chi firmerà commetterà un delitto

Gli amministratori non votino la delibera, se lo fanno se ne assumeranno la responsabilità” Il “piano B” del Comitato Olimpico: commissario straordinario per superare il veto della sindaca
AP

LA STAMPA 22/09/2016
ROMA
C’è un punto di non ritorno dentro alla storia dei possibili Giochi di Roma. E, questo attimo, cade quando l’ottimismo del presidente del Coni Giovanni Malagò lascia spazio alla convinzione di essere finito in una sorta di gioco senza uscita: la Raggi non c’è, il suo ufficio è vuoto, inutile chiedere dove sia finita. «Se è così, noi ce ne andiamo..», dice Malagò. Ma come è possibile tutto questo? E la trasparenza, lo streaming, la cortesia nei rapporti? Tutto finito, riflette un Malagò vittima, per una volta, del suo essere sempre, e comunque, positivo davanti a quella che assume le sembianze di una presa in giro in piena regola. Malagò è sorpreso, deluso, anche irritato perchè tutto si sarebbe aspettato, ma non uno sgarbo personale tanto ingombrante. «Ma come, al di là delle posizioni, ci siamo sempre rispettati ed ora mi trova un invito con la porta chiusa. E, subito dopo, il no annunciato al mondo...», dice ai suoi collaboratori nel viaggio di ritorno verso la casa dello sport azzurro.  

Il no della Raggi scuote le fondamenta dello sport, non solo tricolore. Ma non ferma Malagò perchè «...sarebbe un delitto perdere un’occasione come questa». Cosa può accadere ora che il sindaco ha fatto conoscere la sua verità? «Consiglio di non votare la mozione che darebbe un significato formale a quanto annunciato dalla Raggi», fa sapere il presidente del Coni. L’atto formale è quello che serve per cancellare la delibera della precedente giunta capitolina: nel giugno di un anno fa l’assemblea diede il via libera perchè Roma si candidasse. «Gli amministratori che, eventualmente, firmeranno la delibera dovranno assumersi le loro responsabilità...»,dice Malagò. Tradotto: il Comitato promotore Roma 2024, in diciassette mesi, ha speso fondi pubblici ricevuti tramite una legge dello Stato per circa undici milioni di euro e la Corte dei Conti non potrebbe che drizzare le antenne davanti ad un no votato dall’assemblea capitolina. 
La Raggi spegne le luci sui possibili Giochi di Roma e lo fa disertando l’incontro con il numero uno dello sport italiano per colpa di un pranzo in una trattoria vicina alla Stazione Termini. Malagò non fa in tempo ad uscire dal Campidoglio che riceve la telefonata del premier Renzi: i due si vedranno questa mattina e, in campo, torna prepotentemente l’ipotesi scartata dal numero uno del Coni quando i rapporti con la Raggi erano senza strappi. «Un commissario governativo che mandi avanti la candidatura? Tecnicamente è possibile, ma, così, daremmo una brutta immagine di noi al Comitato Olimpico Internazionale...», disse Malagò una settimana fa. Adesso, lo scenario è cambiato ed un intervento del governo non si può escludere. 
Roma vede allontanarsi la suggestione a cinque cerchi e, come un effetto a cascata, dal tavolo rischiano di sparire importanti variabili. L’elenco è puntuale ed arriva dal Coni in una sorta di riflesso incondizionato: senza la candidatura, si complica l’organizzazione della tappa romana degli Europei del 2020 e anche il Giubileo del 2025. «Ci dispiace - scrive il Comitato promotore - che le opere ed infrastrutture che dovranno essere fatte per l’anno giubilare ricadranno a carico del bilancio della città. Con i Giochi invece...». I Giochi ed il Giubileo: dai primi, la città riceverebbe un miliardo e settecentomila dollari dal Cio per ridisegnare parti di Roma da mettere in vetrina anche una volta calato il sipario sulle Olimpiadi. Tutto finito in attesa che l’assemblea ratifiche quello che la Raggi ha deciso. 

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