La Consulta rinvia la decisione sull’Italicum. “Il Presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi, sentito il collegio – si legge in una nota – ha deciso di rinviare a nuovo ruolo la trattazione delle questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Messina e Torino in merito alla legge 52/2015 (Italicum) previste per l’udienza pubblica del 4 ottobre“.
La legge elettorale messa a punto dal governo Renzi è diventato nelle ultime settimane il terreno di scontro, ma anche la possibile merce di scambio, tra il governo e la minoranza dem: quest’ultima ha messo sul piatto la propria disponibilità a votare “sì” al referendum costituzionale se il governo accetterà di rimettere mano alla legge.
La decisione era nell’aria da giorni. Al di là di valutazioni di opportunità politica, cioè non impattare su una campagna referendaria che divide i partiti, negli ultimi giorni diverse fonti riferivano che i giudici della Consulta potrebbero ritenere opportuno prendere una decisione alla luce dell’esito del referendum quando il quadro normativo sarà chiaro. Un timing di questo tipo consentirebbe al governo di consultare senza fretta le forze politiche per concordare modifiche all’Italicum.
Una decisione prima del referendum, sostengono alcuni osservatori, interverrebbe in un quadro ancora mutevole, mentre dopo la consultazione gli elettori si saranno espressi sulle riforme, ossia il contesto istituzionale rispetto al quale l’Italicum ha una diretta corrispondenza. Quindi, anche dal punto di vista sostanziale, se la Corte rinvia evita di esprimersi su un testo che potenzialmente, in caso di vittoria del “no”, potrebbe non corrispondere più al quadro istituzionale di fondo; e così non rischia di contaminare la volontà degli elettori.
Altre ordinanze potrebbero, inoltre, arrivare alla Corte, visto che ricorsi sono stati promossi in ben 23 tribunali. Se poi vince il “sì” al referendum, scatta la possibilità di controllo preventivo della legge elettorale attivato dai parlamentari e infine sono già in atto iniziative parlamentari per la modifica dell’Italicum: in aula alla Camera è iniziato l’esame della mozione a firma Sinistra italiana-Sel per chiedere che la legge venga modificata. Anche Area Popolare e il Movimento 5 Stelle hanno annunciato che presenteranno mozioni in tal senso.