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domenica 25 settembre 2016

LEGGE DI STABILITA' 2017

Legge di Stabilità 2017, manovra pesante da 30 miliardi. Le possibili novità

Alcuni dei punti che saranno nella finanziaria di prossima approvazione

Fisco 7Sono al vaglio in questi giorni i primi interventi che saranno oggetto della Legge di Stabilità 2017 (che peraltro cambierà nome in Legge di Bilancio). La manovra è pesante: si parla, infatti, di 30 miliardi di euro che dovranno trovare spazio e risorse in una panoramica che coinvolge tributi, fisco, pensioni e molto altro ancora.
Ecco, in estrema sintesi, alcuni dei punti che saranno trattati nella finanziaria di prossima approvazione.
Comparto fiscale
  • Pare confermato l’abbattimento dell’aliquota Ires al 24% dall’attuale 27,5%.
  • Verrà inserita l’IRI – Imposta sul Reddito degli Imprenditori – anch’essa al 24%.
  • Potrebbe essere introdotta, per le piccole imprese in contabilità semplificata, la possibilità di determinare il reddito secondo il c.d. regime di cassa, come per i liberi professionisti.
  • Dovrebbe essere introdotto il taglio dell’aliquota più bassa Irpef, quella per i redditi fino a 15.000,00 euro, dal 23% al 22%.
  • Dovrebbe essere approvata anche quella che viene definita sterilizzazione dell’aumento dell’IVA, che porta le due principali aliquote dal 10 al 13% e dal 22 al 24%.
  • Troverebbe riconferma il super ammortamento, che consente a imprese e professionisti di dedurre dal reddito imponibile il 140% di quanto speso per l’acquisto di beni strumentali all’esercizio della loro attività. Una misura analoga potrebbe essere rivolta agli investimenti in digitalizzazione.
  • Trova spazio, tra le misure adottabili, anche una particolare ACE che consente di potenziare tale strumento, già utilizzato per agevolare la fiscalità degli utili reinvestiti in azienda.
  • Si sa per certo che, per quanto riguarda l’accertamento, gli studi di settore, oramai superati, saranno sostituiti con indicatori di compliance, modalità che andrà a misurare l’affidabilità del cliente in luogo della congruità del reddito.
  • Dovrebbero essere prorogate di altri tre anni le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni – 50% – e per l’efficienza energetica degli edifici – 65%.
  • Sarà probabilmente riproposta la voluntary disclosure.
Comparto pensioni e contributi, costo del lavoro
Per le pensioni, l’unica certezza è l’inserimento dell’Ape, quell’intervento che consentirà l’uscita anticipata a 63 anni e 7 mesi a fronte della sottoscrizione di un prestito previdenziale con un istituto di credito.
Tale possibilità pare possa essere estesa anche ai professionisti e agli autonomi a partita IVA: ritirarsi con tre anni di anticipo e un trattamento, finanziato dalle banche, da restituire poi con rate ventennali.
Per quanto riguarda i contributi, ai professionisti senza cassa, che pagano i contributi previdenziali alla gestione separata INPS, potrebbe essere applicata una riduzione dell’aliquota dall’attuale 27% al probabile 25%, con contestuale aumento dell’aliquota assistenziale dallo 0,72% all’1,5%.
Anche il costo del lavoro dovrebbe essere abbassato con l’istituzione di un bonus sulla produttività e di altre forme di decontribuzione.
Per la famiglia e per gli studenti
Dovrebbero essere inseriti interventi in favore delle famiglie più disagiate, quali, ad esempio: voucher asili nido, sconti per prodotti riservati alla prima infanzia, bonus bebè.
Dovrebbe essere esteso in tutta Italia il sostegno all’inclusione attiva – SIA, che consiste in un sussidio di euro 400,00 mensili, destinato a famiglie con figli minorenni o disabili e reddito inferiore ai 3.000,00 euro annui.
Trova spazio anche il c.d. Student Act, che consiste nell’eventuale stanziamento di 500 milioni di euro a favore di giovani studenti: i vantaggi consisterebbero in particolari borse di studio, no tax area per gli studenti più meritevoli e la quasi sicura riconferma del bonus cultura.
Altre possibili novità
  • Particolare attenzione sarà dedicata allo stanziamento di risorse per la ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto nel Centro Italia; è probabile che le somme saranno ricavate dal patto di stabilità europeo.
  • Nella manovra finanziaria 2017 si cercherà di mettere in atto una nuova spending review, tagliando ulteriormente i costi della pubblica amministrazione.
Rita Martin – Centro Studi CGN

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