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giovedì 8 settembre 2016

L TERREMOTO NON SI PUO’ PREVENIRE, I CROLLI DELLE STRUTTURE SI

Il recente terremoto che ha colpito l’Italia centrale con il pesante tributo di vite umane e sofferenze che hanno coinvolto direttamente anche poliziotti, poliziotte e relative famiglie, ha evidenziato la fragilità del nostro territorio e l’incapacità delle istituzioni di ridurre al minimo i rischi investendo in prevenzione.
Il crollo delle nostre sedi e quelle dei Carabinieri hanno purtroppo confermato il film già visto nei precedenti eventi sismici, ovvero la fragilità di quelli che le norme considerano siti di interesse strategico perché dovrebbero restare in piedi proprio per consentire di gestire l’intera fase emergenziale.
L’Area Diritti e Legalità ricorda che con l'ordinanza del 20 marzo 2003 ed il Decreto del 21 ottobre 2003, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto sia la classificazione sismica del territorio che la verifica della resistenza sismica dei cd edifici di interesse strategico. La classificazione sismica prevede 4 classi di territorio; da 1 (altissimo rischio) a 4 (basso rischio). In Italia oltre il 40% del territorio è ricompreso nelle classi di rischio 1 e 2, dal Friuli, giù fino alla Sicilia attraversando tutta la dorsale appenninica.
Cosa sono questi edifici di interesse strategico?
Lo stesso decreto ne individua di due classi e per ognuno dedicato un elenco:
l'elenco A ricomprende "gli edifici di competenza statale la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile .... In tutto o in parte ospitanti funzioni di comando, supervisione e controllo, sale operative, strutture ed impianti di trasmissione, banche dati, strutture di supporto logistico per il personale operativo ..."
Poi passa ad elencarli, includendo: organismi governativi, uffici territoriali del Governo, forze di polizia, rete ferroviaria italiana, stazioni aeroportuali, porti e stazioni portuali. Insomma i nostri luoghi di lavoro.
A questo si deve aggiungere che, come noto, il D.Lgs 81/08 prevede che il DL valuti tutti i rischi e che per quanto attiene i luoghi di lavoro rimanda al rispetto delle previsioni contenute nell'allegato IV che parla di stabilità dei luoghi di lavoro. Segnaliamo anche che i termini per assolvere agli obblighi in apertura sono scaduti nel 2013.
Il recente evento sismico che ha colpito Amatrice ha definitivamente lesionato la sede della locale Polizia Stradale, già interessata dal sisma che colpì la città di L'Aquila e che ne determinò la parziale inagibilità, senza che nel frattempo fossero stati eseguiti interventi di definitivo adeguamento antisismico.
lo scenario che ad ogni tragico evento purtroppo si ripete dimostra come sia fondamentale verificare se per le nostre sedi di lavoro sia stata eseguita l'effettiva valutazione antisismica e, nel caso, siano stati eseguiti o siano già programmati i necessari interventi, evitando anche l’umiliante imbarazzo di vedere strutture delle forze dell’ordine finire sotto sequestro ad opera della magistratura per verificare le cause dei crolli e la regolarità delle documentazioni degli stabili.
Ciò non solo per evitare che in caso di evento sismico in orario diurno questo decimi il personale in quel momento in servizio bensì per poter assicurare le fondamentali attività istituzionali in una situazione di estrema emergenza.
Stante l'importanza del tema che abbraccia la sicurezza del personale e quello della cittadinanza, l’Area Diritti e Legalità auspica che il SILP CGIL si faccia promotore per la convocazione di una apposita riunione per una analisi della reale situazione attuale e un monitoraggio della conformità delle sedi della Polizia di Stato ai dettati normativi, trasformando in atti concreti l’astratto concetto di prevenzione. Un impegno sindacale in questa direzione rappresenterebbe un’azione concreta per onorare la memoria delle vittime e per la sofferenza delle famiglie. 
8 settembre 2016
AREA DIRITTI E LEGALITA’

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