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venerdì 9 settembre 2016

IN ITALIA SCOMPAIONO 28 MIGRANTI MINORENNI OGNI GIORNO

In Italia spariscono 28 migranti minori al giorno

La denuncia di Oxfam: sono i soggetti più a rischio violenza e sfruttamento
AP

LA STAMPA 08/09/2016


Ogni giorno, in Italia, 28 bambini migranti e rifugiati non accompagnati spariscono nel nulla. È quello che emerge dall’ultimo rapporto pubblicato da Oxfam, che sottolinea anche come sia raddoppiato il numero dei minori soli arrivati quest’anno in Europa attraverso l’Italia: erano 13.705 a fine luglio contro i 12.360 in tutto il 2015. Il tutto a fronte di un sistema di accoglienza che non riesce a fornire loro il supporto necessario.  

Nei primi sei mesi del 2016, 5.222 minori non accompagnati sono stati dichiarati «scomparsi»: si trattata di bambini scappati dai centri d’accoglienza per continuare il loro viaggio e raggiungere altri Paesi europei dove hanno conoscenti e parenti. Ragazzi che diventano così invisibili e sempre più a rischio, in quanto facilmente oggetti di violenze e sfruttamento. 
Nel 2016, riporta Oxfam, si è registrato un forte incremento degli arrivi di minori stranieri non accompagnati: «Secondo i dati dell’UNHCR, dal 1 gennaio 2016 ad oggi, ben il 15% di tutti i migranti arrivati in Italia è rappresentato da bambini e ragazzi che viaggiano soli». È un dato in crescita e che si inserisce in un trend globale in costante aumento. A testimoniarlo è anche il rapporto pubblicato da Unicef il 7 settembre: secondo il fondo delle nazioni unite per l’infanzia, ormai, più del 50% dei profughi è fatto di bambini o ragazzi sotto i 18 anni. 

Alla fine di luglio, secondo l’Unhcr, erano ben 13.705 i minori non accompagnati sbarcati in Italia: un numero maggiore del totale di quelli arrivati nel 2015 (12.360 bambini). Il dramma è che, come sottolinea Oxfam, il sistema di accoglienza italiano appare ancora inadeguato. 
«Circa il 40% dei minori non accompagnati è di fatto bloccata in Sicilia - spiega Elisa Bacciotti, direttrice del dipartimento campagne di Oxfam -, spesso nei piccoli comuni di approdo: è l’effetto di una normativa nazionale che limita fortemente la possibilità che altre regioni italiane condividano la responsabilità dell’accoglienza di questi bambini e ragazzi, precludendo loro la possibilità di essere ospitati in strutture e contesti più attrezzati e dignitosi» 
I centri hotspot realizzati da Ue e autorità italiane, per registrare i nuovi arrivi e velocizzare le procedure di respingimento ed espulsione, sono in cronico sovraffollamento. Mentre il soggiorno massimo dovrebbe durare 48-72 ore, molti ragazzi finiscono per rimanere bloccati per settimane, spesso senza potersi cambiare e chiamare i parenti. La situazione nei centri di prima e seconda accoglienza, dove i minori vengono trasferiti dopo la registrazione, in molti casi non è migliore. 

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