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martedì 20 settembre 2016

IL MURO DI CALAIS

Al via la costruzione del muro anti migranti alla Giungla di Calais 

Una costruzione da 3,2 milioni di euro per impedire ai profughi di attraversare la Manica. Polemica in Gran Bretagna: «E’ un spreco di denaro pubblico»
ANSA
Il muro intorno al porto, già costruito

LA STAMPA 20/09/2016
PARIGI
Un altro muro sta per spuntare nel cuore dell’Europa: sono cominciati oggi i lavori per la costruzione del “Great Wall”, il grande muro di Calais, nel nord della Francia, il cui obiettivo è impedire ai migranti in fuga da guerra e povertà di passare in Gran Bretagna. Un cantiere ad alta portata simbolica, tra i due Paesi simbolo di quello stesso Occidente che, a parole, tanto aveva criticato iniziative analoghe partorite ai confini sud-orientali del continente, dall’Ungheria in su. Alto quattro metri per un chilometro di lunghezza, il muro in cemento armato e dotato di telecamere di sorveglianza sorgerà a poche centinaia di metri dalla “Giungla” dei migranti che il governo di Parigi si è impegnato a smantellare entro fine anno.  

AFP

UN MURO DA 3,2 MILIONI  
L’obiettivo è impedire ai disperati di introdursi illegalmente nei camion diretti a Dover, dall’altra parte del Canale. Interamente finanziata dal governo di Londra, la struttura completerà il recinto di protezione in ferro e filo spinato già eretto nella zona per impedire l’accesso al porto. Secondo la prefettura del Pas-de-Calais, il muro sarà pronto «entro fine anno». I lavori “preparatori” iniziarono a fine agosto. In base alle stime che circolano, il progetto dovrebbe costare 3,2 milioni di euro e fa parte di un pacchetto di misure del governo di Londra per meglio controllare la frontiera condivisa con le autorità francesi. Pacchetto che era stato stabilito da tempo fra i due Paesi e che l’ex premier David Cameron aveva presentato nell’incontro dello scorso marzo col presidente Hollande.  

ANSA

10MILA NELLA GIUNGLA  
Secondo le ultime stime, sono oltre diecimila i migranti del campo Giungla, non lontano dalla più importante arteria stradale che conduce al porto e agli imbarchi per l’Inghilterra. A decine ogni giorno tentano di salire sui tir diretti a Dover, spesso incolonnati in attesa di raggiungere i ferry, causando forti disagi, regolarmente messi in evidenza dalla stampa del Regno Unito. 

LA POLEMICA  
Ma l’iniziativa ha raccolto forti critiche. Non solo delle associazioni umanitarie ma anche da parte dei diretti interessati, gli autotrasportatori britannici. Una della loro associazioni, la Road Haulage Association, ha parlato di «spreco di denaro pubblico» e chiesto che invece i fondi vengano usati per migliorare la sicurezza e i controlli direttamente sulle strade, potenziando la presenza della polizia e anche usando l’esercito. La settimana scorsa, il governo di Parigi ha presentato un piano per suddividere i migranti di Calais su tutto il territorio nazionale. A otto mesi dalle elezioni presidenziali del 2017, il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ha inviato una lettera ai prefetti della République per indurli a trovare entro fine anno 12mila posti per accogliere i profughi che verranno evacuati dalla “Jungle”. Un’iniziativa che non piace a molti sindaci di Francia.  

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