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martedì 27 settembre 2016

IL GENE SPENTO CHE FRENA L'OBESITA'

Studio Usa: spegnendo un gene si frena il meccanismo dell’obesità

Ricerca degli scienziati di Houston, Bethesda e della Virginia per sviluppare una pillola dimagrante. Nel cervello dei topi è stato soppresso Rap1 e le cavie hanno mangiato meno
REUTERS

LA STAMPA 26/09/2016
E’ possibile «spegnere» i geni del grasso e dimagrire, prendendo semplicemente un farmaco. O almeno è questo quello che ha dimostrato un gruppo di ricercatori americani in una serie di test condotti sui topi. In particolare, gli scienziati del Baylor College of Medicine di Houston, del National Institutes of Health di Bethesda e del Virginia Tech Carilion Research Institute sono riusciti a sopprimere il gene Rap1 nel cervello dei topi, spingendo così gli animali a perdere peso, nonostante fossero nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi. I risultati, pubblicati sulla rivista Cell Reports, ci avvicinano al sogno di sviluppare una pillola dimagrante capace di contrastare l’epidemia d’obesità in atto. 


SENZA IL GENE RAP1 I TOPI PERDONO PESO  
Ricerche precedenti hanno collegato Rap1 al metabolismo, etichettandolo come «gene del grasso» responsabile dell’aumento di peso e di un eccessivo consumo di cibo. Tuttavia, nessuno prima d’ora era riuscito a stabilire un collegamento diretto tra Rap1 e l’aumento di peso, individuandone il meccanismo d’azione. 


Nel nuovo studio i ricercatori sono invece riusciti a far luce sul ruolo del gene e poi sono stati in grado di manipolarlo, sopprimendo la sua influenza sull’aumento di peso. Nella ricerca sono stati utilizzati due gruppi di topolini: in uno il gene Rap1 è stato «spento» selettivamente nei neuroni situati nell’ipotalamo, la regione del cervello coinvolta nella regolazione del metabolismo; nell’altro gruppo i topi non sono stati manipolati in modo da essere usati per effettuare confronti.  


Gli animali di entrambi i gruppi sono stati nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi. Come previsto, i topi del gruppo di controllo, cioè quelli in cui il gene Rap1 funzionava normalmente, hanno messo su peso. Al contrario, i topi privati del gene hanno beneficiato di una riduzione del peso e del grasso corporeo. Quando invece i due gruppi di topolini sono stati nutriti con una dieta normale, non sono state riscontrate differenze significative nel peso e nella quantità di grasso corporeo.  

«SPEGNENDO» RAP1 SI MANGIA MENO E SI BRUCIA PIU’ GRASSO  
«Abbiamo osservato che i topi privi di Rap1 non erano fisicamente più attivi. 
Tuttavia, mangiavano meno e bruciavano più grasso corporeo rispetto ai topi con Rap1», spiega Makoto Fukuda, uno degli autori dello studio, nonché scienziato del Baylor College of Medicine.  

«Queste osservazioni - continua - sono state associate con una maggiore produzione da parte dell’ipotalamo di un ormone che riduce l’appetito, chiamato POMC, e con una produzione minore di ormoni che stimolano l’appetito, chiamati NPY e AgRP».  

Inoltre, i topi senza Rap1 sono risultati sensibili alla leptina, il cosiddetto ormone della sazietà. In genere, quando si segue una dieta ad alto contenuto di grassi si perde la sensibilità alla leptina e quindi all’ormone responsabile della sensazione di essere pieni e sazi. Questo induce a consumare cibo in eccesso, aumentando quindi il peso. I topi senza Rap1, pur seguendo una dieta ricca di grassi, non hanno perso la sensibilità alla leptina. Al contrario, invece, degli altri topi con Rap1 che sono risultati avere anche livelli superiori di glucosio nel sangue. 

IL FARMACO CHIAMATO ESI-05 SPEGNE IL GENE RAP1  
I ricercatori hanno poi provato a inibire Rap1 farmacologicamente. Hanno quindi usato l’inibitore chiamato ESI-05. «Quando abbiamo somministrato ESI-05 ai topi obesi - riferisce Fukuda - abbiamo ripristinato la loro sensibilità alla leptina a un livello simile a quello dei topi che hanno seguito una dieta normale. I topi mangiavano meno e hanno perso peso». 

In questo modo i ricercatori hanno fatto luce su un nuovo meccanismo con cui il cervello può contribuire allo sviluppo dell’obesità, in risposta a una dieta ad alto contenuto di grassi. 
Questo tipo di alimentazione insana induce una serie di cambiamenti nel cervello che aumentano l’attività di Rap1 che, a sua volta, porta a un calo della sensibilità alla leptina, spingendo quindi a consumare più cibo e portando all’obesità.  

«In futuro, questo nuovo meccanismo che coinvolge Rap1 nel cervello può rappresentare un potenziale bersaglio terapeutico per il trattamento dell’obesità nell’uomo», conclude Fukuda. 

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