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martedì 20 settembre 2016

IL 37% DEI BAMBINI ITALIANI FUMANO

Italia prima in Europa per baby-fumatori

Il 37% di adolescenti ha acceso una bionda nell’ultimo mese. E tra i giovanissimi è boom di cannabis
ANSA

LA STAMPA 20/09/2016
BRUXELLES
Agli adolescenti italiani piacciono le bionde. Gli studenti del Belpaese sono primi in Europa per uso e consumo di sigarette a scuola. Nessuno, tra i coetanei degli altri Ventisette Stati membri dell’Ue, fuma così tanto. Se complessivamente il 54% degli adolescenti europei non ha mai acceso una sigaretta, il 37% di quelli italiani è considerato uno smoker abituale. Lo rileva il rapporto del Progetto europeo di indagini sull’uso di alcol, droga e sostanze psicoattive nelle scuole (Espad), diffuso oggi. I giovani si sballano, ma mai come nello Stivale. Qui gli studenti fanno un maggior uso di alcool e di nuove sostanze psicoattive rispetto alla media dei coetanei europei. Sono proprio queste ultime, secondo Espad, a rappresentare il principale motivo di preoccupazione. “Ci sono timori per le nuove droghe e i nuovi comportamenti” tra i giovani.  


Sigarette  
Non importa la marca, importa avere il pacchetto. E non conta tanto la scuola: che si frequentino ancora le scuole medie o già il liceo, in tasca c’è comunque il prodotto che fa sentire grandi. In Italia il 37% degli adolescenti è fumatore attivo e abituale, un dato superiore alla media e soprattutto un primato: nessuno, negli istituti di istruzione sparsi per tutta l’Ue, fuma così tanto. E c’è di più. Il rapporto sottolinea che il rischio di dipendenza dalla nicotina aumenta è legato all’età in cui si mette per la prima volta all’accendino: più si è giovani più si corre il rischio di contrarre il vizio. La proporzione di adolescenti che ha iniziato a fumare prima i 13 anni «si è fortemente ridotta negli ultimi venti anni, con sole poche eccezioni», ben quattro: Cipro, Francia, Italia e Romania. Ovunque, la nicotina ha abbattuto barriere e tendenze: se nel 1995 a fumare erano più i ragazzi della ragazze, nel 2015 «questa differenza non c’era più». 

Non solo nicotina  
In Italia come nel resto dell’Ue non si accendono solo le sigarette. La cannabis resta la droga più utilizzata dagli adolescenti di tutta Europa per consumo mensile. Negli ultimi dieci anni (1995-2015) si sono fumati sempre più spinelli, sia tra i fumatori abituali (dall’11% al 17% dei teenagers) sia tra quelli occasionali (dal 4% al 7%). Risultato: gli adolescenti italiano fanno un uso ben più massiccio della media di tale sostanza (27%), e sono terzi nell’Ue dietro a Repubblica Ceca (37%) e Francia (31%). Il consumo del più «classico» non impedisce ai teenagers italiani di cercare lo sballo in droghe di diversa natura, e anche qui le media nazionale (7%) eccede quella europea (5%) nella voce «consumo di droghe diverse dalla cannabis» che annovera ecstasy, amfetamine, cocaina, crack e altri allucinogeni.  

Prendono piede le nuove droghe  
Quanto a stupefacenti, sono in aumento le nuove sostanze psicoattive (Nsp, droghe e psicotronpici non controllate dalla convenzione Onu ma che possono causare problemi di salute paragonabili alle sostanze incluse nelle lista di tale convenzione). Il 4% degli studenti europei dichiara di farne un uso regolare e continuato, e il 3% di averle assunte nell’ultimo mese. In Italia le nuove sostanze psicoattive vengono usate dal 6% degli studenti. Non un primato in questo caso, dato che in questa speciale classifica il dato nazionale viene dopo quelli di Estonia (8%), Polonia (8%), Bulgaria (6%) e Croazia (6%). Ma comunque il fenomeno, in termini percentuali, è più diffuso del resto d’Europa.  

L’Alcol resta diffuso in Europa  
L’assunzione di alcool è una caratteristica comune e comunitaria. L’analisi dell’Espad certifica che la diffusione tra gli adolescenti nel territorio a dodici stelle “è ancora piuttosto alta”. Quanto alta? In media quattro studenti su cinque fanno un uso regolare e prolungato di bevande alcoliche, mentre il 48% degli adolescenti europei ne un uso episodico ma «forte» nell’arco dei trenta giorni. In questa seconda tipologia di giovani consumatori l’indice italiano è del 57% (dietro Danimarca, Cipro, Repubblica ceca, Grecia, Austria e Bulgaria), il sesto di tutta l’Europa, dove sono 14 i Paesi Ue con consumi di alcolici oltre la media.  

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