Rapiti all’alba da uomini armati nei pressi dell’aeroporto in cui lavoravano. Due italiani e un canadese sono stati presi in ostaggio nella città di Ghat, nella Libia sud-occidentale, vicino al confine con l’Algeria, in un’area che si trova sotto il controllo del governo di unità nazionale di Tripoli. La conferma sul sequestrodei connazionali arriva direttamente dalla Farnesina, dopo che la notizia era inizialmente circolata sul sito d’informazione Libya Herald e sull’agenzia di stampa turca Anatolia. Martedì si riunirà l’ufficio di presidenza del Copasir, che potrebbe decidere di convocare presto in audizione il direttore dell’Aise, Alberto Manenti.
Il sindaco di Ghat, Qawmani Muhammad Saleh, ha riferito che i due italiani sono dipendenti di una società di Mondovì (Cn), la Con.I.Cons, che si occupa della manutenzione dell’aeroporto cittadino. “Una delle persone sequestrate è di nazionalità canadese mentre gli altri sono italiani”, ha spiegato il sindaco, aggiungendo che i due italiani stavano lavorando al rifacimento alla pista dell’aeroporto locale. “Stiamo facendo il massimo per conoscere il gruppo dei sequestratori e il luogo dove sono tenuti gli ostaggi”, ha dichiarato.
Secondo l’emittente libica 218, i tre sarebbero stati rapiti vicino al monte Cahf al-Giunoun. Stando alle fonti citate dalla tv, uomini a volto coperto a bordo di un fuoristrada avrebbero finto di chiedere aiuto nei pressi della caverna e sarebbero riusciti a fermare una macchina con a bordo “operai stranieri” diretti al loro posto di lavoro, situato vicino all’aeroporto internazionale di Ghat. Oltre ai due occidentali sarebbe stato rapito anche l’autista, un cittadino di Ghat.
Il ministero degli Esteri, sentito dall’Ansa, è informato di questa vicenda e fin da questa mattina – quando ne ha avuto notizia – sta seguendo gli sviluppi. Secondo quanto si apprende, si lavora con il massimo riserbo tenuto conto della delicatezza della situazione.
Chi è la Con.I.Cos – Opera da decenni in Libia, con numerose commesse di ingegneria civile, la Con.I.Cos (Contratti Internazionali Costruzioni) di Mondovì (Cuneo), è guidata da Giorgio Vinai, che l’ha fondata nel 1977 con Celeste Bongiovanni. Due le sedi centrali: quella di Mondovì, appunto, e quella di Tripoli, dove opera la Libyan Branch.
La sede libica viene aperta poco dopo, spiega il sito Internet del gruppo, “con un’organizzazione stabile e permanente nel Paese, dove ha mantenuto un’attività intensa e ininterrotta dalla sua nascita”.
In Italia la società si è evoluta fino ad arrivare, nel 2005 a concentrarsi su palazzi di lusso, hotel storici, centri commerciali e grandi complessi residenziali, mentre in Libia ha continuato a mantenere la sua identità operativa attraverso la sede di Tripoli e diversi uffici satellite con sede a Derna, Bengasi e Ghat, dove la società ha contribuito alla costruzione dell’aeroporto.
Da sempre, Con.I.Cos è attiva nel paese nordafricano nella costruzione di strade, aeroporti, ospedali, ponti, progetti nell’agricoltura, reti idriche sia nelle zone costali che in quelle interne e desertiche. Fra i progetti ricordati sul sito ci sono quelli di Tobruk, Derna, El Beida e Bengasi, fra gli altri.