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venerdì 30 settembre 2016

I CACCIA PARIGINI SU MOSUL CONTRO L'ISIS

Parigi fa alzare i caccia per strappare Mosul all’Isis

Via all’offensiva in Iraq. Allarme Unicef: «Rischiamo un milione di sfollati»
AP

LA STAMPA 30/09/2016
PARIGI
Prime operazioni dei caccia da guerra francesi per strappare Mosul ai terroristi dell’Isis. I Rafale si sono alzati in volo alle prime ore del mattino dalla portaerei Charles-de-Gaulle giunta da pochi giorni nel Mediterraneo orientale. L’obiettivo è preparare la grande offensiva contro i santuari dello Stato islamico nella zona. Mosul è la seconda città più grande dell’Iraq dove circa un milione di civili vivono sotto il dominio del Califfato. Nel quadro della tanto attesa offensiva militare su Mosul, gli Usa hanno annunciato nei giorni scorsi l’invio di altri 600 militari pronti a unirsi alle truppe già presenti in Iraq. Quanto ai caccia francesi si ignora se siano decollati per voli di ricognizione o per avviare i primi raid.Una cosa è certa: Parigi conferma che dalla fase di addestramento si è passati a una fase operativa.  
Quello di questa mattina è il terzo intervento dalla portaerei Charles-de-Gaulle nel quadro delle operazioni anti-Isis in Siria e Iraq. La nave ammiraglia della Marine Nationale venne già dispiegata nella zona nell’aprile 2015, poi a novembre dello stesso anno, in seguito all’ondata di attentati terroristici che hanno insanguinato la République.  
E’ salpata per l’ultima volta dal porto di Tolone il 20 settembre scorso con 24 Rafale, due aerei Hawkeye, un altro aereo da ricognizione Atlantique 2 e quattro elicotteri a bordo. Dovrebbe rimanere fino a fine ottobre. La potenza di fuoco dello Charles-de-Gaulle triplica le capacità francesi di bombardare le postazioni dell’Isis in Siria in Iraq. Altri dodici Rafale sono dispiegati nelle basi di Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Dopo la conquista di Falluja, lo scorso giugno, Mosul è il prossimo grande obiettivo delle forze governative irachene sostenute dalla coalizione. Il Califfato avrebbe già perso metà dei suoi feudi in Siria e il 30% in Iraq. Strappare la bandiera nera dell’Isis dalla sua «capitale» simbolo in Iraq sarebbe un colpo durissimo per i terroristi ma anche una grande sfida umanitaria. 
«Con l’intensificarsi delle operazioni militari per la riconquista di Mosul - ha spiegato Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia - un milione di persone rischiano di rimanere sfollate».  

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