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giovedì 29 settembre 2016

GRAZZANO VS BADOGLIO

Grazzano non vuole più essere Badoglio “Il Maresciallo fu un criminale di guerra”

Parte una petizione, ma il sindaco del Comune astigiano dice “no”
La casa natale del maresciallo a Grazzano Badoglio

LA STAMPA 29/09/2016
GRAZZANO BADOGLIO (AT)
Il più illustre concittadino secondo i grazzanesi, ma per un centinaio di persone è un criminale di guerra. Per tutti il Maresciallo d’Italia. Militare, diplomatico e politico più discusso che accettato, Pietro Badoglio, a 60 anni dalla morte, torna alla cronaca, portando alla ribalta il piccolo centro del Monferrato e i suoi 600 abitanti. 

Un centinaio di firme  

L’iniziativa è stata lanciata su Facebook da Giacomo Properzj, autore del volume «Breve storia della Grande guerra» (Mursia), curatore dell’omonima pagina social attraverso la quale sono state raccolte un centinaio di firme, affinché Grazzano cancelli il nome di Badoglio che lo accompagna dal 1939 con atto del podestà. Storiche le motivazioni dell’istanza: «Studi largamente confermati dimostrano che durante la guerra contro l’Etiopia furono compiuti dai militari italiani azioni criminose e inumane anche contro le popolazioni inermi e che di queste il primo responsabile era certamente il comandante, Badoglio. Lo Stato etiopico chiese all’Onu, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, che i generali italiani, tra cui Badoglio, fossero processati quali criminali di guerra e la domanda fu respinta non per il merito, ma per pure ragioni di opportunità politica». 

Ora la petizione, che sarà inviata ai presidenti di Camera e Senato e al ministro degli Interni, è già stata spedita al governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino. «Un criminale di guerra - sostiene il promotore - non ha diritto di veder perpetuata la memoria in modo così importante». 

L’asilo e la casa di riposo  

Nel paese dove riposa pure la salma del marchese Aleramo del Monferrato non ci stanno. I più giovani hanno frequentato l’asilo intitolato ad Antonietta Pittarelli, madre di Badoglio, operativo fino al 1988. Alcuni anziani sono ospiti della casa di riposo, fondata ex novo dal Maresciallo, portando il nome della moglie Sofia. E dal municipio arriva la replica della prima cittadina Rosaria Lunghi: «Perché bisognerebbe cambiare il nome? Questa è la storia d’Italia. Se mai dovesse esserci una petizione per farlo, questa non dovrebbe che riguardare esclusivamente i grazzanesi, a cui spetta decidere con quale nome intendono chiamare il Comune». Il Maresciallo ha dato molto a Grazzano dopo asilo e ospizio: edificio scolastico, sistema fognario, viabilità stradale all’avanguardia per l’epoca e restauri alla chiesa parrocchiale. Nei locali della casa natale, donata alla comunità, hanno sede biblioteca, centro anziani e Museo Badoglio, uno dei pochi storico-militari costantemente arricchito e consultabile anche on-line. Trentamila volumi, 12 mila fotografie e, ultima donazione, il Collare dell’Annunziata. E il suo direttore, Alessandro Allemano, replica: «Riguardo l’armistizio, nessuno dopo 80 anni ha ancora detto quale azione si sarebbe dovuta intraprendere per avere un risultato migliore». 

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