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giovedì 1 settembre 2016

FUSIONE WIND - H3G

Via libera Ue alla fusione Wind-H3G: a Ibarra la direzione della nuova azienda

La Commissione Europea impone alcune cessioni per favorire lo sbarco sul mercato italiano del mobile del nuovo operatore Iliad/Free
Maximo Ibarra, attuale CEO di Wind

LA STAMPA 01/09/2016
Via libera della Commissione europea alla fusione tra Wind e H3G. A condizione - dice però Bruxelles, sapendo che si tratta di una condizione già rispettata - che le due aziende cedano parte delle loro attività a Iliad, la capogruppo dell’operatore francese di tlc Free, consentendo dunque a un nuovo operatore di telefonia mobile di sbarcare sul mercato italiano. A quanto si apprende, a capo della nuova società che emergerà dalla fusione Wind-Tre ci sarà Maximo Ibarra, attuale CEO di Wind. 

«Possiamo approvare l’accordo perché Hutchison e VimpelCom hanno proposto misure correttive considerevoli, che consentono a un nuovo operatore di rete mobile, Iliad, di accedere al mercato italiano», ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestager.  

La decisione odierna della Commissione Ue è il risultato di un’indagine approfondita sull’operazione che prevede la fusione di Wind (controllata di VimpelCom) e di H3G (controllata di Hutchison), rispettivamente terzo e quarto operatore sul mercato italiano al dettaglio dei servizi di telefonia mobile. Le misure correttive strutturali effettive proposte da Hutchison e da VimpelCom «sciolgono tutte le riserve sollevate dalla Commissione sotto il profilo della concorrenza» in quanto «consentiranno l’ingresso sul mercato italiano di un nuovo operatore di rete mobile, la società di telecomunicazioni francese Iliad». In questo modo «le parti possono crescere sfruttando i vantaggi della fusione delle rispettive attività, mentre gli utenti italiani di telefonia mobile continueranno a beneficiare di una concorrenza effettiva». 

In dettaglio, le misure correttive per rispondere alle preoccupazioni di Bruxelles sono: la cessione al nuovo operatore di una determinata quantità dello spettro radio mobile della joint venture proveniente da diverse bande di frequenza (900 MHz, 1 800 MHz, 2 100 MHz e 2 600 MHz). Poi, il trasferimento/co-locazione (ossia condivisione) di varie migliaia di siti per l’installazione di stazioni base mobili dalla joint venture al nuovo operatore. Infine, un accordo transitorio (per l’accesso a 2G, 3G e 4G, e a nuove tecnologie) che permette al nuovo operatore di usare la rete della joint venture per offrire ai clienti servizi mobili a livello nazionale fino a quando non abbia costituito la propria rete. Di fatto, il trasferimento dei blocchi di frequenze e dei siti di stazioni base mobili permetterà al nuovo operatore di sviluppare e lanciare la propria rete in Italia e di proporsi come quarto operatore di telefonia mobile, fornendo servizi al dettaglio ai consumatori e servizi di accesso all’ingrosso agli operatori virtuali di rete. 

«La decisione di oggi fa sì che in Italia il settore rimanga competitivo, in modo che i consumatori possano continuare a godere di servizi mobili innovativi a prezzi equi e su reti di qualità», ha detto Vestager, sottolineando che «questo caso dimostra che in Europa le società di telecomunicazioni possono crescere non solo consolidandosi all’interno dello stesso paese, fatta salva la concorrenza effettiva, ma anche espandendosi oltrefrontiera, come Iliad in questo caso».  

Ieri Iliad/Free, la società francese che fa capo a Xavier Niel, aveva comunicato i dati che segnavano un nuovo semestre di crescita, e che le hanno permesso di superare la rivale Sfr per numero di abbonati nel fisso. La società di Niel si prepara a sbarcare con grandi ambizioni in Italia, definito «un mercato molto attraente». 
«Abbiamo molta fiducia nella nostra capacità di avere successo sul mercato italiano», ha detto l’a.d di Iliad, Maxime Lombardini, alla presentazione dei conti. Iliad, in base all’accordo con Wind-H3G, potrà rilevare attività che «permetteranno di sviluppare rapidamente un’offerta aggressiva nel mobile», ha detto Lombardini.  

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