IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

IL MIO BLOG E' AD IMPATTO ZERO DI CO2

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

giovedì 8 settembre 2016

ESODO INSEGNANTI

Esodo insegnanti, appena il 10% di cattedre al Sud: a Nord più alunni e richiesta. Cgil: “Trasferimenti inevitabili”

Esodo insegnanti, appena il 10% di cattedre al Sud: a Nord più alunni e richiesta. Cgil: “Trasferimenti inevitabili”
Scuola

Le 29.720 assunzioni autorizzate dal Ministero per l'anno scolastico 2016/2017 saranno quasi tutte nelle Regioni centrali e settentrionali. Con alcuni picchi di squilibrio clamorosi: dei quasi 4mila posti da maestri che saranno assunti in questi giorni, neanche uno andrà nelle scuole meridionali. Il segretario della Flc spiega: "L'offerta di docenti viene in maggioranza dal Meridione, ma è nel resto del Paese che c'è bisogno. Chi vuole insegnare deve mettere in conto di dover preparare la valigia e partire"
Fare l’insegnante al Sud Italia rischia di diventare quasi un’utopia: al Nord ci sono più alunni, più istituti, più attività. Semplicementepiù richiestaE il piano straordinario della riforma, con annessa mobilità straordinaria, sembra aver saturato completamente le cattedre meridionali. Infatti quest’anno appena il 10% delle circa 30mila immissioni in ruolo previste dal Ministero andrà nelle Regioni del Sud. Con alcuni picchi di squilibrio clamorosi: dei quasi 4mila posti da maestri che saranno assunti in questi giorni, neanche uno andrà al Sud. Numeri così allarmanti da far venire persino qualche dubbio sulla possibilità effettiva di assorbire tutti i vincitori del concorso scuola 2016.
Assunzioni 2016
Assunzioni 2016
AL SUD SOLO IL 10% DELLE CATTEDRE – Intanto c’è un dato certo: le 29.720 assunzioni autorizzate dal Ministero per l’anno scolastico 2016/2017 saranno quasi tutte nelle Regioni del Centro e del Nord del Paese. Parliamo delle immissioni che ogni settembre il Miur realizza per coprire le vacanze dal regolare turnover, e che quest’anno verranno effettuate in parte dalle vecchie Graduatorie ad esaurimento (dove ancora disponibili), in parte dalle nuove graduatorie di merito del Concorsone (dove già disponibili: su tante classi di concorso e in tante Regioni le prove sono in fase di svolgimento); in mancanza di entrambe, si dovrà ricorrere nuovamente alle supplenze. La questione, però, sembra riguardare soprattutto il Nord, perché lì si trova la quasi totalità delle cattedre a disposizione. Sui posti comuni tra primaria, secondaria di primo e di secondo grado (18.865), appena 2.036 sono nel Meridione, 12.864 nel Settentrione e 3.965 al Centro. A far la voce grossa è soprattutto la Lombardia, che vale 4.951 cattedre (oltre il 25% del totale), ma anche Piemonte, VenetoToscana. Per quel che riguarda le superiori, ad esempio, il piccolo Friuli-Venezia Giulia conta da solo gli stessi posti di AbruzzoMoliseCalabria e Basilicata messi insieme. Alle elementari, invece, la situazione diventa ancor più radicale: nel giro di due settimane il Ministero assumerà 3.859 maestri, ma neanche uno al Sud: zero posti spaccati in Sicilia, CampaniaPuglia e via dicendo. Discorso simile anche per il sostegno alla primaria: 4.043 nuovi insegnanti per i disabili, addirittura (si fa per dire) 11 al Sud.
Assunzioni alle superiori per regioni
LA QUESTIONE MERIDIONALE – Numeri eclatanti: al di là delle dichiarazioni del ministro Giannini che festeggia il “risultato storico delle 120mila assunzioni in due anni”, si può parlare a tutti gli effetti di una “questione meridionale” per la scuola italiana. Che affonda le radici in problemi vecchi e nuovi: i tecnici degli uffici scolastici regionali spiegano come, dopo il piano straordinario di assunzioni dello scorso anno e la fase di mobilità straordinaria che quest’estate ha coinvolto oltre 200mila docenti, praticamente ogni cattedra o spezzone disponibile al Sud sia stato occupato. Un effetto collaterale della riforma che forse neanche al Ministero avevano valutato appieno. Ma a monte c’è il problema più grande del divario all’interno del Paese: “La scuola italiana da anni va a due velocità”, spiega Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil. “E queste sono le conseguenze: al Sud ci sono meno alunni, il tempo pieno che al Nord raggiunge l’80% delle scuole si ferma sotto il 20%, si fa fatica a raggiungere le 40 ore di lavoro”. La richiesta, ormai quasi nella sua totalità, è a Settentrione, ma l’offerta di docenti viene in maggioranza dal Meridione: “Le prospettive sono sempre più limitate, chi vuole fare l’insegnante deve mettere in conto di dover preparare la valigia e partire. O il governo mette in campo un piano serio per il Sud – con la costruzione del tempo pieno, la lotta alla dispersione scolastica e la diminuzione delle ‘classi pollaio‘ -, o in futuro il trend sarà sempre peggiore”.
E I VINCITORI DEL CONCORSONE? – È appunto quello che sembra voler fare il Ministero dell’Istruzione: Stefania Gianniniha già annunciato l’intenzione di lavorare a dei progetti specifici sulla dispersione scolastica, che serviranno a recuperare un po’ di posti. Necessità quantomai urgente, anche perché all’orizzonte si pone un’altra questione: se la disponibilità di cattedre è questa, che fine faranno i vincitori del Concorsone nelle Regioni meridionali? Il sindacato Anief, infatti, già grida alla “truffa”: “Mancano i posti per le assunzioni”, afferma Marcello Pacifico. È vero che il bando è stato calibrato sul fabbisogno delle scuole, con una certa preponderanza al Nord, ma non con questo rapporto. Basti pensare che alla primaria solo in Sicilia sono state bandite mille cattedre. E quest’anno verranno assunti zero maestri. “Le graduatorie hanno durata triennale, c’è tempo” fanno sapere dal Miur. Ma ci sarà anche posto?

Nessun commento:

Posta un commento