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giovedì 22 settembre 2016

E' MORTO GIAN LUIGI RONDI

Addio a Gian Luigi Rondi, decano dei critici italiani

Aveva 94 anni. È stato direttore e presidente del Festival di Venezia e del Festival di Roma
AP
Gian Luigi Rondi

LA STAMPA 22/09/2016
ROMA
Il cinema come segreto di eterna giovinezza. Gian Luigi Rondi ne era la prova vivente. Nella sua casa romana, fino all’ultimo attimo della vita (iniziata il 10 dicembre 1921), lucidissimo e appassionato, ha continuato a occuparsi della prossima edizione dei David di Donatello, il premio più importante del cinema italiano che, dal 1981, seguiva con la cura con cui si alleva un figlio. 

Critico e giornalista cinematografico dal 1948, insegnante di storia e estetica del cinema presso le più importanti università italiane, Rondi non aveva mai smesso, nemmeno per un giorno, di vedere film. Quando il passo era divenuto più lento e il respiro più faticoso (in molte occasioni ufficiali lo si vedeva, ultimamente, sorridere e conversare nonostante i tubicini nasali), lo avevano aiutato i progressi della tecnologia. Montagne di dvd, cascate di link, ed ecco entrare nel suo studio immagini e visioni dei registi del mondo. Ogni tanto veniva ancora alle anteprime riservate alla stampa, sciarpa bianca, aria affabile, curiosità di vedere e giudicare. Ai colleghi che gli andavano a stringere la mano rispondeva, quasi sempre, dichiarando la propria felicità. Era lui che era contento di incontrare chi lo omaggiava. Anche quelli, soprattutto i più giovani, che nei suoi confronti nutrivano un certo reverenziale timore. 

Di Rondi, Direttore della Mostra di Venezia e poi Presidente della Biennale (l’invenzione del Leone d’oro alla carriera è sua e risale al 1971), Cavaliere di Gran Croce e Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, insignito con la Legion d’onore francese, autore di soggetti, sceneggiature e cortometraggi, oltre che di saggi e biografie, si è sempre detto che avesse immenso potere e ferrea determinazione. Sicuramente li ha esercitati in modo elegante, con stile d’altri tempi. Il suo discorso annuale durante la cerimonia dei David, sotto le volte affrescate del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, era un appuntamento emozionante per registi, attori, tecnici. E ogni volta c’era, fra le righe, un passaggio chiave, in sintonia con l’aria di quel particolare anno. 

Gian Luigi Rondi se ne è andato senza soffrire, per vecchiaia, a poche settimane dall’avvio della prossima Festa di Roma che lo aveva visto tornare, fino a pochi anni fa, affiancato da Piera Detassis, nell’amato ruolo di direttore (e poi Presidente onorario). Quindi selezionatore di pellicole e «facitore» di rassegne, la sua specialità. Intorno a lui c’erano le persone che lo accudivano e, soprattutto, quel mare di storie filmate che, belle o brutte, scadenti o eccelse, lo avevano accompagnato in tutto il suo glorioso percorso esistenziale. 

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