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domenica 25 settembre 2016

CORNA DI DARFO: UNA VERGOGNA MONDIALE! DIFENDE PRETE STUPRATORE! SCHIFOSI, VERGOGNATEVI!

Corna di Darfo (Bs) difende parroco. Ragazzo accusa: “Abusò di me due anni”

ROMA – Corna di Darfo (Bs) difende parroco. Ragazzo accusa: “Abusò di me due anni”. Ora che il ragazzino di origine straniera di un paese della Val Camonica ha confermato davanti al Gip l’accusa al parroco di Corna di Darfo don Angelo Blanchetti di aver abusato di lui per quasi due anni, chissà se le certezze della comunità parrocchiale e paesana verranno incrinate.
14 anni compiuti ad aprile scorso, le accuse del ragazzo sono state raccolte nell’incidente probatorio e verranno utilizzate quindi come prova se un processo sarà celebrato: “Se parli addio battesimo e comunque finisci all’inferno”, lo minacciava don Angelo secondo la drammatica testimonianza. Indizi probanti: la coperta imbottita menzionata dalla presunta vittima che il prete avrebbe utilizzato per consumare i rapporti nella cucina della canonica è stata refertata, così come le confezioni di preservativi e di crema lubrificante trovata nella cassaforte.
Ma è spuntato un altro suo ex parrocchiano ad accusarlo per gli abusi compiuti su di lui da don Angelo: sentito dopo una denuncia pubblica sul profilo Facebook, l’uomo, che oggi ha 35 anni, sostiene di essere stato violentato quando ne aveva 9. Tra i ricordi rivivono situazioni pericolosamente simili al caso più recente: “Mi faceva sdraiare su una coperta imbottita nel suo ufficio…”.
Il paese difende il parroco. Dalla suora ai parrocchiani che in giugno vennero sollecitati dall’inviato del Corriere della Sera, un coro di incredulità e di indignazione sommerse il clamore dello scandalo incipiente. Sui social network don Angelo viene difeso a prescindere, la parola di un ragazzino straniero contro quella di uno stimato sacerdote. La cronaca di Giuseppe Arrighetti è emblematica.

Di quel ragazzino di origine straniera che ha denunciato il parroco per violenza continuata nessuno sembra avere memoria: i suoi coetanei non se lo ricordano e neppure i chierichetti riescono a capire chi possa essere. Ieri nel campo di calcio e in quello di basket a due passi dalla grande chiesa parrocchiale è stato un giorno come tanti altri: ragazzi che vanno e vengono con i loro palloni, giocano e se ne vanno. Ma le tendine della canonica sono tutte abbassate, e don Angelo è chiuso là dentro agli arresti domiciliari. «Per quel che lo conosco io — racconta una mamma di Darfo mentre osserva il suo bambino giocare — mi sembra impossibile». (Giuseppe Arrighetti, Corriere della Sera)

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