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mercoledì 14 settembre 2016

CHEMIOTERAPIA O NO?

Cancro, chi truffa i malati e quanti sono i medici ciarlatani?

ROMA – Quanti sono in Italia i medici che negano la chemioterapia ai malati di cancro? Quelli che truffano i loro pazienti, spesso increduli e disperati, offrendo loro finte cure alternative e allontanandoli dalla medicina ufficiale? E soprattutto chi sono? Un numero esatto non c’è, spiega Roberta Chersevani, radiologa, presidente della Federazione nazionale Ordini dei medici, al Corriere della Sera. I casi vengono di volta in volta segnalati ai singoli Ordini provinciali, ma la strada per impedirgli di continuare ad esercitare indisturbati la professione di “stregoni”, non è affatto priva di ostacoli.
I recenti casi di cronaca, sono abbastanza eloquenti sulla pericolosità di certi metodi, spacciati per miracolosi e che in realtà non lo sono affatto. Il pensiero corre inevitabilmente a Eleonora, la 18enne padovana affetta da una forma di leucemia giudicata guaribile 8 volte su 10. Ma Eleonora, supportata anche dai suoi genitori ha detto no alla chemioterapia, preferendo il famigerato metodo Hamer, dal nome del medico tedesco che considera il cancro una risposta a un trauma psicologico e per questo radiato in Germania. Il metodo Hamer è solo uno dei tanti rimedi alternativi che sembrano venire dalla preistoria. C’è chi si affida a strani intrugli di ortiche, come una giovane donna di 34 anni, madre di due bambini di otto e dieci anni, uccisa da un tumore al seno. E chi pensa di guarire con il bicarbonato di sodio: è il caso dei seguaci del dottor Tullio Simoncini, radiato dall’Ordine dei medici di Roma nel 2006. L’ex camice bianco continua imperterrito a esercitare in qualche parte d’Italia.
Quando, anziché far sparire la malattia, la stravagante cura uccide, il caso finisce in tribunale. Gli Ordini dei medici possono provare a radiare lo stregone. Ma accade anche, come nel tanto dibattuto caso Stamina, che la pozione venga somministrata in pubblici ospedali prima di essere messa al bando. La maggior parte delle volte però è sul web che i ciarlatani fanno affari indisturbati.
La dottoressa Chersevani chiede inflessibilità: “Chi avvia verso strade alternative pazienti che potrebbero salvarsi con terapie efficaci non è medico. È un ciarlatano, un delinquente. Esistono imbonitori capaci di convincere i fragili, è un comportamento contrario a tutti i principi etici e deontologici che equivale all’abbandono di un ferito per strada”.
Ma, il caso Simoncini è eclatante al riguardo, non sempre è facile estrometterli. Spiega il Corriere:
Una volta che un iscritto all’albo viene deferito agli Ordini professionali, scatta un farraginoso procedimento interno. Chi riceve la sanzione definitiva può chiedere la sospensiva a un organismo di giurisdizione formato anche da rappresentanti esterni. I lavori della “Commissione centrale esercenti le professioni sanitarie” sono fermi, in attesa della pronuncia della Corte costituzionale sulla corretta composizione.
Meglio allora affidarsi a un’informazione più accurata e capillare. Ai pazienti Cherservani raccomanda:

“Affidarsi soltanto a centri di consolidata esperienza. La ricerca ha compiuto passi da gigante, molti tumori e malattie gravi possono essere sconfitti. Non bisogna andare da chi vende finti miracoli. Si rischia la vita. E apriremo un sito anti ciarlatani”.

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