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lunedì 5 settembre 2016

CHE COSA DISSE BERLINGUER?

Enrico Berlinguer, il veggente sardo

ARTICOLOTRE
berlinguer-Giuseppe Barcellona– Rileggendo le interviste che nel corso di un trentennio ha rilasciato Enrico Berlinguerrisalta la lungimiranza dell’uomo politico che aveva una dote: prevedere il futuro.
Il 18 marzo del 1975 elaborò tra i primi, la teoria della globalizzazione della politica per il raggiungimento del “governo unico mondiale”.
“La prima necessità ci sembra quella di considerare tutti i temi della cooperazione nella loro globalità, sia nel senso di valutarne tutti gli aspetti immediati e di prospettiva anche lontana, sia nel senso di coinvolgere e di associare tutti i paesi e tutte le aree del mondo.
Berlinguer non avrebbe immaginato che la globalizzazione avrebbe portato alla leadership su scala mondiale delle multinazionali ed alla quasi scomparsa della classe operaia che nei suoi programmi avrebbe dovuto essere protagonista della rivoluzione.
Fu tra i primi a parlare dell’esigenza di una politica dell’austerità per ridurre gli sprechi e creare una società più giusta e a denunciare la Democrazia Cristiana rea di perseguire una “politica clientelistica e collusiva con i grandi gruppi economicianziché al servizio dell’interesse generale e di una nuova linea di sviluppo del paese.
Chissà cosa penserebbe del PD che della DC ha preso il posto.
Il Partito comunista di allora era all’avanguardia su temi come quello dei diritti della donna e della difesa dell’ambiente, per non parlare dei diritti dei lavoratori; oggi tristemente alle battaglie sindacali si è sostituito il Job Acts ogni commento è superfluo.
La lungimiranza di Berlinguer lo portò a sostenere il compromesso storico, la presa di distanze dal PCUS fu la prima picconata al Cremlino, il Berlinguer pensiero fu la prima crepa che nel tempo produsse la fine dell’impero sovietico.
Paradossalmente fu più picconatore di Cossiga, il presidente della Repubblica di cui era parente; ha lasciato un vuoto nella politica che non è stato preso da nessuno, sarebbe bene ricordarne la figura e lo spessore ai signori che occupano gli scanni del parlamento.

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