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martedì 6 settembre 2016

CANNA LEGALIZZATA?

“Se si legalizza lo spinello i consumi cresceranno”

Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia: «È vero che si darebbe un colpo al crimine organizzato, ma non bisogna promuovere stili di vita decadenti»

LA STAMPA 06/09/2016
Mentre il Siulp, il principale sindacato di polizia italiano, si è espresso a favore della legalizzazione della cannabis, il Sap, Sindacato autonomo di polizia, circa 19mila iscritti, è su posizioni antitetiche.  
Gianni Tonelli, segretario generale, lei cosa ne pensa?  
«Che le proposte di legalizzazione o liberalizzazione siano frutto del malvezzo di vedere i problemi con lenti polarizzate ideologicamente. E’ vero che così si potrebbe contribuire a togliere risorse al mercato nero degli stupefacenti, ma i consumi aumenterebbero di sicuro. E poi c’è il rischio che i consumatori passino a sostanze più forti: tutti quelli che si fanno di droghe pesanti hanno cominciato dallo spinello». 

La legislazione proibizionistica però ha fallito: il consumo è aumentato e l’età dei consumatori si è abbassata.  
«La legge Giovanardi-Fini secondo me ha contenuto il fenomeno degenerativo, ma ammesso che, con un approccio anti-proibizionistico, si darebbe una botta al crimine organizzato, un problema del genere non si può affrontare solo sotto il profilo repressivo. Bisogna fare una battaglia culturale, se no abbiamo fallito prima di cominciare. Oggi c’è una censura morale oltre che legale su certi comportamenti, anche se nelle scuole si fa troppo poco, ma se passa il messaggio che si accede liberamente alle droghe leggere, è una cosa negativa anche per l’educazione dei ragazzi. Non bisogna promuovere stili di vita decadenti». 

Prima accennava a una componente ideologica, a cosa si riferiva?  
«In queste proposte c’è un fine ideologico che viene da lontanissimo, risale al ‘68, del genere “piuttosto che fare la guerra facciamo l’amore e fumiamo lo spinello”, nasce da questo modo di pensare. E però lo ripeto: legalizzando o liberalizzando, i consumi cresceranno, e noi invece dobbiamo tutelare i giovani». 

L’alcol può provocare dipendenze gravi, però circola liberamente anche fra i giovanissimi.  
«E’ un paragone che non tiene: chi sceglie la droga lo fa per lo sballo, invece chi beve vino, grappa o rum dopo cena lo fa per gustare un buon prodotto, sempre che il consumo sia ragionevole. Poi è vero che gli alcolici sono troppo diffusi fra i giovani, ma è un’altra cosa».  

Cantone si è espresso a favore della legalizzazione, perché il mercato nero favorisce i contatti fra i più giovani e gli ambienti criminali.  
«E mi ha stupito molto, vorrei chiedergli perché ha cambiato idea. L’effetto positivo, riguardo all’avvicinamento dei ragazzi ad ambienti pericolosi, con la nuova legge non ci sarà, Cantone qui si sbaglia. Forse non ha fatto valutazioni pratiche: sul campo si capiscono bene certe dinamiche, da dietro una scrivania è un po’ più difficile». 

Fra i poliziotti qual è l’opinione prevalente?  
«La gran parte dell’ambiente è contraria alla proposta di legge, anche fra gli iscritti al Siulp. Chi simpatizza lo fa solo riguardo all’aspetto della lotta al fenomeno criminale, ma questo è un problema che non si risolve solo con l’intervento repressivo. Certo, diminuirebbe lo spaccio, ma poi cosa succede?».  

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