Il dossier dell’assessore all’Ambiente di Roma Paola Muraro (depositato in commissione Ecomafie il giorno della sua audizione) è stato secretato e il vice presidente della commissione Stefano Vignaroli, deputato del M5S, sarà audito. Sono le ultime di due novità che arrivano dai palazzi romani sull’affaire rifiuti che ha agitato le acque della giunta in via di formazione della sindaca Virginia Raggi.
Il dossier secretato per decisione del presidente
È stato il presidente come sua facoltà, Alessandro Bratti (Pd), a porre il segreto per una sorta di garbo istituzionale nei confronti della Procura di Roma che ha acquisito sia l’audizione sia la documentazione, composta da circa un migliaio di pagine “per tutelare lo svolgimento delle indagini”. In ogni caso i parlamentari membri della commissione che ne faranno richiesta potranno “visionare il dossier negli uffici dell’archivio” senza comunque poterne estrarre copia. Inizialmente nel dossier – in cui c’è un po’ di tutto anche biglietti del treno – sarebbe dovuto esser reso pubblico ma la procedura si era fermata quando, all’indomani dell’audizione di Muraro in commissione Ecomafie, venne fatta richiesta del materiale dalla Procura.
L’indagine sulla Muraro
Paola Muraro è indagata da aprile dagli inquirenti e l’indagine sul business legato allo smaltimento dei rifiuti procede spedita. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo operativo ecologico avevano acquisito nella sede di Ama, la municipalizzata dei rifiuti di cui la Muraro è stata consulente per 12 anni, una serie di atti che che sono finiti sul tavolo del pm Alberto Galanti, titolare del fascicolo. Nel mirino c’è l’impianto per il trattamento meccanico-biologico (Tmb) dei rifiuti di Rocca Cencia, una frazione di Roma. I carabinieriavevano acquisito alcune relazioni tecniche sul funzionamento dell’impianto di proprietà della municipalizzata.
Muraro, accusata di violazione di norme sull’ambiente, ha avuto proprio responsabilità di controllo sui rifiuti in entrata e uscita degli impianti per il Tmb, tra cui quello di Rocca Cencia, e aveva in sostanza il compito di controllare sul tipo di qualità del rifiuto, che fosse conforme all’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale). Fondamentale per gli inquirenti quindi stabilire i rapporti che l’assessore ha avuto con Manlio Cerroni, il dominusdello smaltimento dei rifiuti a Roma per decenni, patron della ex megadiscarisca di Malagrotta e proprietario del tritovagliatore sempre a Rocca Cencia. L’impianto che Muraro voleva riattivare.
L’audizione di Vignaroli a metà ottobre
Nel dossier ora segreto ci sono documenti, tra report, mail e grafici, che l’assessore ha depositato a Palazzo San Macuto al termine delle cinque ore di confronto con i parlamentari. Ma la Commissione si prepara a un altro appuntamento importante, probabilmente a metà ottobre, ieri è stata avviata la procedura per audire il vicepresidente della commissione stessa e deputato 5stelle Stefano Vignaroli. Essendo una procedura nuova, quella di ascoltare un componente della commissione, bisognerà attendere il via libera di presidente di Camera e Senato. L’audizione è stata provocata dalla stessa sindaca Virginia Raggi che ha detto pubblicamente che a presentarle la Muraro era stato  Vignaroli. Che sarebbe stato presente il 30 giugno a un incontro con il presidente del Consorzio Colari, che fa riferimento aCerroni. Per chiarirlo varie forze politiche avevano chiesto al presidente Brattila convocazione e ieri la procedura è partita.“Nessuna risposta dal M5s o da Stefano Vignaroli è giunta alla commissione sull’audizione dello stesso deputato o sulla scelta di altre modalità”, diverse da un’audizione formale, “per rispondere ad alcune domande, poste da alcuni componenti la commissione, su notizie di stampa su un suo incontro con esponenti del gruppo imprenditoriale romano Colari” dice Bratti. L’audizione si dovrebbe svolgere su “una serie di chiarimenti riguardo a fatti emersi nelle diverse audizioni che riguardano una presunta incompatibilitàcon la carica di vice presidente sollevata da alcuni gruppi parlamentari”.
Sulla questione, il presidente Bratti ha confermato l’invio alla presidenza della Camera dei Deputati e del Senato di “una specifica richiesta di audizione dell’onorevole Vignaroli, chiedendo di ricevere una risposta in tempi rapidi per fissare la seduta entro il 15 ottobre”. Ma “nello scorso ufficio di presidenza il gruppo del M5s aveva chiesto di valutare altre modalità, rispetto all’audizione formale, per acquisire le risposte da Vignaroli”. Ora, viene spiegato, “rispetto alla scelta di altre modalità era necessaria una richiesta specifica da parte del gruppo M5s o dello stesso Vignaroli, per modificare la decisione già presa sullo svolgimento dell’audizione. Nessuna comunicazione è però nel frattempo giunta alla commissione”.