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mercoledì 7 settembre 2016

LE RELIGIONI

Da Maometto all’Islam, dai pastori alle basiliche romane – m@cwalt – un colpo di remo

uncolpodiremo – Da Maometto all’Islam, dai pastori alle  basiliche romane – di m@cwalt
Dall’Asia al Medio Oriente, da Maometto all’Islam,  dai pastori alle basiliche romane, della nascita e della morte di Dio, ringraziando i cinesi che non hanno Chiese.
Da tempo si è ri-creata una situazione problematica tra credenti, tra fede e religione, tra violenza e ortodossia. I fanatici intolleranti ultra-ortodossi dell’Isis ci hanno portato in casa la loro negatività e la loro violenza fatta di interpretazione errata e univoca delle parole scritte del Profeta Maometto ( nato a la Mecca, Arabia Saudita nel 570 d.c. Abū l-Qāsim Muḥammad ibn ʿAbd Allāh ibn ʿAbd al-Muṭṭalib al-Hāshimī ) che veicola gli intendimenti del dio unico Allah, a lui rivelatosi.
Risultati immagini per conquista di la Mecca da parte di Maometto
La nascita della religione islamica è datata 610 d.c. Quando Maometto “ascese ai Sette Cieli” accompagnato dall’Arcangelo Gabriele e incontrando a uno a uno i Profeti che lo precedettero nell’annuncio di un identico messaggio salvifico per l’umanità, nell’ordine: AdamoGiovanni BattistaGesùGiuseppeIdrisAronneMosè e Abramo.
In un epoca è facile capire fatta di sconcerto e fine di un mondo e del superamento della religione dei Padri che era ovviamente riconoscibile nel Vecchio Testamento e inasprita dalle lotte di potere che si svolgevano alla Mecca tra differenti clan e tribù. La predicazione del Profeta si inseriva tra una religone di pastori, ad un’altra che era essenzialemente nobiliare, fin quando Maometto (il fidato) creò comunità di musulmani le Umma, per un popolo commerciante e nomade. Negli spazi sconfinati del deserto era facile dirigere le proprie preghiere verso la Mecca (conquistata armi in pugno nel 630 d.c.). La guerra dei mussulmani era scontro tra tribù idolatre e interessi mercantili, tra ignoranza e fede.
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E così annoveriamo la religione dell’Islam tra le componenti del Vecchio TestamentoGiudeiCristiani, Musulmani si rifanno alle stesse “indicazioni profetiche divine” che da tempi ormai lontani si fanno guerra e intolleranza per la supremazia religiosa.
Comprende tutto questo, scaramucce e massacri attuati nei secoli, comprese la cacciata dei Mori dalla Spagna e la conquista di Costantinopoli, dal massacro degli Ugonotti, a Riforma e Controriforma che per esempio hanno segnato la religione cristiana scissa poi tra cattolici e appunto protestanti, anglicani, luterani e calvinisti, che hanno però “evoluto” la fede nel dio unico, si che la corrente occidentale si rifà più spesso ai Vangeli (nuovo testamento) che non alla Bibbia (Vecchio Testamento).
Si inserisce così nel nostro ordinamento civile. Il valore di una Chiesa e di una religione che è potere spirituale (il Papa quale rappresentante di dio in Terra: nella chiesa cattolica) scisso dal potere temporale (l’Imperatore come ente civile: stati, nazioni, regni) del quale abbiamo per secoli subito massaro, peste ed Inquisizione fino a Cromwel e alla Rivoluzione francese che definì laico chi non-credente e ateo e quanti non avevano una deità come riferimento supremo.
In nome di quella laicità gli stati moderni si sono “emancipati” evolvendo così anche le Chiese rappresentanti gruppi di fedeli. E’ una posizione civile ma spesso carente di ordinamento legale.
Questa comune insufficienza di essere laici capita sempre quando siamo pieni di cordoglio, di sfiducia e di paure. Cosa se non la paura, dell’ignoto, del buio e delle potenze naturali porta l’umanità ad affidarsi a qualcuno, a qualcosa di superiore e di altrettanto sconosciuto come la possibilità di domandare ad un dio, a Dio, ad un Ente astratto domande che abbisognano di risposte che siano al tempo rassicuranti, oscure e definitive.
E’ una ricerca senza dubbio fatta all’inizio della propria historia quando dal buio primordiale l’uomo ha cercato una luce che gli illuminasse il cammino. E in verità l’uomo, l’individuo lo fa ancora oggi quando sembra essere di fronte a materie inconoscibili e misteriose, interpellando appunto un’altra entità sconosciuta e misteriosa che lui stesso ha chiamato Deus!
E’ tutto così a posto, disposto per bene che voci lontane e miracoli presenti diventano materia di ulteriore atto e gesto superiore. L’indicibile umano è una entità superiore che tutto vede e giudica. Che pare superare lo scibile tra la vita e la morte: ..” c’è un luogo dove andare alla fine dei propri giorni…”
Prima del Vecchio Testamento era d’uso tra i popoli barbarici l’adorazione di Idoli, che fossero o rappreentassero un’entità superiore e propiziatoria, un Deus. Il Vecchio Testamento, la Bibbia, dette il là alla comprensione di una legge, al mistero di quel Deus ad uso degli Uomini.
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Secoli dopo tramite quel Deus onnipotente e cattivo che richiese il sacrificio di Isacco per capire quale e quanta fosse la fiducia che l’uomo aveva ed ha dell’entità superiore, Joshua il Nazareno fu l’esempio per buona parte dell’umanità, perchè morendo su di una croce indicava l’esistenza vera di un deus nato da un Uomo, non solamente “creato” dalla paura e dal buio e questa fu una rivelazione fondamentale, un sorso d’acqua nel deserto per come sazia e scopre che un Dio è sempre l’invenzione o l’idea dell’Uomo.
Il figlio del falegname ha continuato a vivere nella sua propria ecclesia, nei suoi propri “sacerdoti” e nelle comuni aspirazioni umane. Vangelo. Segnando però anche una differente “percezione” di quel potere spirituale che l’uomo ha creato e del quale si sente allo stesso tempo soggiogato e bisognoso per una esistenza “segreta” e superiore.
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La curiosità e la successiva scoperta di questa entità superiore ci ha permesso anche di comprendere il non necessitamus nietzcciano. Dove l’entità Dio non solo è umano in virtù della rivelazione di Gesù, ma anche del necessario bisogno dell’uccisione del Padre (dopo il sacrificio del figlio) così da rifiutare quel “deus ex machina” che regola da sempre comuni esistenze.
Quel bisogno rivelava la necessità terrena e materiale, l’urgenza di avere una legge etico-morale che fosse anche spirituale. Come non ricordare che gli Stati Uniti ed altri popoli giurano sulla Bibbia, giurano a priori sul testo-sacro-per antonomasia, un testo sacro dell’esistenza spirituale e materiale di una tribù antica, restituito al suo proprio ambito dissacrato e materialistico perchè tra quelle pagine si insegna a seminare e a tener di conto, così come confezionare abiti e arginare i fiumi, si insegna anche a pregare. Si insegna, si impara, si cresce.
Le vedete le tre religioni? Una evidenzia il Deus, l’Altissimo, una evidenzia l’Uomo e la “materialità spirituale”, una evidenzia il Verbo e la sacralità della comunità di fedeli.
E’ stato il bisogno della Legge a generare questa urgenza. Una religione di pastori divenne quella dei mercanti; Maometto donò la rivelazione di un Deus del bazaar.
Le basi di partenza sono comuni perché comune è la necessità e l’adesione al senso antico di una “rivelazione” di una scoperta. Dalle comunità monastiche sessuofobe e deliranti lentamente quella “religione” ha generato i propri anticorpi e la Riforma Protestante rimette in discussione la rappresentazione che la comunità dei fedeli ha dell’imago del Deus.
E’ costume antico arrivare dall’ortodossia al fanatismo, dalla sacralità della nascita alla di-sacralità della morte come esistesse un Dio, ma di certo un Diavolo (Giano bifronte) che chiede ai suoi fedeli e credenti di uccidere gli altri in nome suo. Da portatore di vita e luce a dispensatore di buio e morte…Paradosso & follia degli dei.
Lo scontro in Medio Oriente tra la corrente sunnita (guidata dai wahabiti sauditi) e quella sciita (con a capo l’Iran) dell’islam non è solamente una guerra di religione. Non a caso si combatte usando il prezzo del petrolio. Ma ignorarlo non serve a risolvere il conflitto. Il terrorismo islamico fa riferimento a una categoria dell’islam: il jihad.
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Jihad ha molti significati: dallo sforzo per migliorare se stessi fino alla guerra per la causa di Dio, definita genericamente «guerra santa». Nel Corano si legge: «Combattete, dunque, per la causa di Dio» (sura II, 244) e «Combattano per la causa di Dio coloro che vendono la vita di quaggiù per comprare quella dell’Aldilà, ché gran premio daremo, sian uccisi o vincano, a coloro che combatteranno per la causa di Dio» (Sura IV, 74).
Anche nella Bibbia non mancano riferimenti alla guerra santa (Deuteronomio) ed è una categoria fondamentale negli scritti apocalittici nell’Apocalisse di s. Giovanni Evangelista, ventisettesimo e ultimo dei libri accolti nel Nuovo Testamento.
Nella Regola della guerra, infatti, si elencano le norme della guerra santa che alla fine dei tempi vedrà contrapporsi «i figli della luce» ai «figli delle tenebre» e Dio diventerà il fautore esclusivo della vittoria. Nella storia cristiana non mancano certo le guerre di religione e la violenza dell’inquisizione che ha bruciato, seviziato, torturato milioni di eretici. Così come in seguito è iniziato nella religione musulmana e ancora continua.
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Che cosa ha interrotto questa violenza religiosa? I Vangeli parlano di pace non di guerra. Gli ideali incarnati dalla filosofia dei Lumi e dalla rivoluzione francese che hanno posto le basi della società moderna introducendo il concetto di laicità e dei valori universali, valori tuttora validi.
Sebbene l’eco della rivoluzione francese abbia fatto il giro del mondo, i suoi principi si sono diffusi solo in Europa, dove poi, ridotti a sinonimo di terrore, sono diventati oggetto di una campagna di demonizzazione. Ma riuniscano anche i “valori” dell’Occidente multi- etnico e multi-religioso, di evidente sapere romanus.
Esiste Dio? Dio chi? C’è un dio per tutti e un Dio per nessuno, c’è n’è uno “mascherato” per 3 religioni che leggono lo stesso libro e si fanno la guerra e c’è un dio idolo e un dio umano.
Ma c’è ancora quel dio vecchio con la barba bianca seduto su una nuvola che tutto vede, tutto sente e tutto giudica? Perché è tanto che non ne so più nulla e vorrei sapere dov’è andato.
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?Ma dio non lo aveva creato l’uomo per fare intendere la legge a quelli duri di comprendonio che non avevano letto nè la Bibbia, nè Omero, nè il Corano, nè i 4 vangeli e neanche il corrierino dei piccoli?
E i  ko comunisti che ne pensano? ( vedi Comunismo e fede) Perchè a parte Bertinotti che non c’ha capito molto, gli altri o non erano atei? Oggi è indubbio anche questo!? ma forse Marx ha avuto troppe parole complicate e Russel che invece le aveva facili facili non lo ha quasi letto nessuno.
Mah! Io capisco il Nazareno che deluso dal padre nell’alto dei cieli alla fine si è accomodato con Giuseppe e Maria, diventando umano e non d’oro, argento &/o birra…(la mirra è un olio per la composizione dei cadaveri).
Questa comprensione m’è sempre sembrata sufficiente per rispondere a chi non crede a dei vagabondi nel cielo e sulla Terra e anche a chi invece crede e spesso crede troppo fino ad uccidere chi non crede, come se loro solamente vivessero accanto ad un DIO onnipotente che chiede di uccidere…’O che deus è?
E perchè ci credono fino a quel punto d’errore e d’orrore? Ma siamo giovani qualcos’altro succederà…magari torna il figlio del falegname e ci fa lavorare tutti migranti e no…. abrazo’s y CiaO…
– m@cwalt

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