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domenica 25 settembre 2016

ANCORA SU ALEPPO

Aleppo, non c'è acqua né luce. Nuovi raid: 23 morti

Continuano i raid aerei sulla martoriata città siriana. De Mistura, inviato specale Onu: ad Aleppo raggiunte nuove vette di orrore.
Aleppo

Aleppo

globalist25 settembre 2016
Riunione urgente dell’Onu: l’hanno chiesta Gran Bretagna, Francia e Usa. All’ordine del giorno c’è la situazione ad Aleppo, città siriana martoriata dai bombardamenti dopo la fine della tregua. La riunione si dovrebbe tenere alle 10 (16 in Italia) di oggi.

Ad Aleppo infatti si continua a morire sotto i bombardamenti: decine di civili sono stati uccisi, tanti i bambini ad aver perso la vita negli ultimi giorni. Quasi due milioni di persone sono senza acqua corrente e senza i beni di prima necessita. La situazione di Aleppo, dopo che a New York è fallito ogni tentativo di far risuscitare la tregua, è di giorno in giorno sempre più drammatica. Russia e Stati Uniti non hanno trovato un accordo per il cessate il fuoco a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Anzi, dagli ambienti diplomatici, trapela che le posizioni sono ancora più distanti.

Siria: nuovi raid, 23 morti. Pesanti bombardamenti sulle zone di Aleppo controllate dai ribelli hanno ucciso almeno 23 persone. Lo riferiscono fonti degli attivisti siriani.

De Mistura: ad Aleppo raggiunte nuove vette di orrore. "Questi sono giorni agghiaccianti, tra i peggiori da quando è iniziato il conflitto in Siria. Il deterioramento della situazione ad Aleppo sta raggiungendo nuove vette di orrore": lo ha detto l'inviato speciale dell'Onu, Staffan de Mistura, durante la riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, ribadendo la sua "delusione" per il mancato accordo sulla ripresa del cessate il fuoco deciso il 9 settembre da Usa e Russia.

Ministro esteri siriano: l’azione armata non si fermerà. Aleppo intanto si è svegliata oggi contando i suoi morti, dopo una delle giornate più terribili per la città, che ha visto morire decine di civili sotto i bombardamenti. Mentre i raid  non si interrompono, il ministro degli Esteri siriano, Walid al Moallem, ha preso oggi la parola davanti all'Assemblea generale al Palazzo di Vetro per dire che l'azione delle forze armate di Damasco non si fermerà, ora che "stanno facendo grandi progressi nella guerra al terrorismo, grazie agli aiuti dei veri amici del popolo siriano. In particolare la Russia, l'Iran e la resistenza nazionale libanese", cioè le milizie di Hezbollah. Moallem ha negato ogni responsabilità del suo governo nella tragedia che da oltre cinque anni e mezzo investe il Paese, affermando che Damasco si limita a combattere i terroristi "per conto di tutto il mondo".  "Ogni volta che l'esercito siriano uccide un terrorista straniero, difende le vite di molti cittadini innocenti che potrebbero essere uccisi in un attentato dallo stesso terrorista che torna nel suo paese di origine", ha detto al-Moualem. Terroristi che invece, dice, vengono finanziati, armati e inviati in Siria da Qatar, Arabia Saudita e Turchia.

Senza luce né acqua da giorni. Ma senza un accordo, gli abitanti di Aleppo, sia nella parte orientale in mano agli insorti sia in quella occidentale controllata dai governativi, rimangono ogni anche senza acqua corrente, oltre che praticamente senza elettricità, che viene erogata a singhiozzo solo per poche ore al giorno.  "Intensi attacchi avvenuti ieri sera - ha spiegato Hanaa Singer, rappresentante dell'Unicef per la Siria - hanno danneggiato la stazione di pompaggio di Bab al Nayrab, che fornisce acqua a 250.000 persone nei quartieri orientali. Le violenze impediscono alle squadre di intervento di raggiungere la stazione per le riparazioni, e per rappresaglia la stazione di pompaggio di Suleiman al Halabi, anch'essa situata nella parte orientale, è stata spenta, lasciando senz'acqua 1,5 milioni di residenti delle parti occidentali della città". "Privare i bambini dell'acqua - ha avvertito la rappresentante dell'Unicef - li espone al rischio di esplosioni catastrofiche di malattie, che si aggiunge alla paura e all'orrore di ogni giorno".

La battaglia continua anche via terra. Nel frattempo le forze governative siriane, appoggiate da milizie lealiste palestinesi, sono avanzate oggi nel nord di Aleppo, prendendo il controllo del campo palestinese di Handarat, che più volte è passato di mano negli ultimi anni. I bombardamenti contemporanei su quartieri orientali da parte dell'aviazione governativa e russa hanno provocato almeno 25 morti, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus). Nessun raid è segnalato invece oggi sulle postazioni dell'Isis, più a est.

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