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lunedì 5 settembre 2016

3900 SCOSSE

Le scosse salgono a 3900 e la paura rivive ogni giorno

Nei borghi devastati dai crolli la terra continua a tremare minacciosa C’è grande voglia di normalità ma lo sciame sismico riapre le ferite
ANSA
Una delle tendopoli allestite ad Amatrice

LA STAMPA 05/09/2016
INVIATI AD AMATRICE (RIETI)
La domenica trascorre tranquilla. Lo sforzo per tornare a quella normalità perduta tra le macerie e la polvere del terremoto, si respira nell’aria. Nei pomeriggi al parco dei bambini, nei sorrisi delle loro mamme. Quelle che, nonostante tutto, sono riuscite a salvarsi e a salvare i propri figli. «Ma la paura è ancora tanta, perché la terra continua a tremare», ammettono tutte senza eccezioni. I numeri parlano di 3900 scosse dal 24 agosto. 

Poco più in là, Enzo Bizzoni, scambia qualche chiacchiera con gli amici. «La scossa del 24 agosto ce la porteremo dentro a lungo, forse per sempre, e ora questo sciame sismico che continua a scuotere Amatrice ci ricorda ogni volta quella drammatica notte», ammette il 60enne amministratore di condominio. «La casa dove vivo con mia figlia ha subito pochi danni, ma è presto per sapere se e quando potremo tornarci – racconta –. Ora alloggio all’interno del palazzetto dello sport, dove due notti fa il terremoto è tornato a farsi sentire disseminando il panico». Tra scivoli e altalene, giocattoli e biliardini, Roberta De Sio ha un bel da fare a stare dietro ai bimbi che animano il parco con le loro grida. «Le scosse dei giorni scorsi hanno riportato inevitabilmente indietro anche i più piccoli a quella tragica notte», spiega la responsabile del Team emergenza infanzia del Telefono Azzurro che sin dall’inizio opera qui ad Amatrice. «In questa fase occorre grande attenzione perché ogni piccolo stimolo può richiamare il ricordo di quella brutta esperienza – prosegue la volontaria napoletana –. Attraverso il gioco cerchiamo di riportarli alla normalità: giocando, a volte, i bambini riescono a liberare le emozioni negative che hanno incamerato». 

Non è un gioco, invece, il terremoto per i grandi. Le preoccupazioni non mancano: la terra che trema, il freddo che la notte inizia a pungere e i sette mesi che ancora ci vorranno per le casette di legno in attesa della ricostruzione. Sul prato del Centro operativo comunale, spunta il sindaco Sergio Pirozzi. Esibisce un cartello con un numero di cellulare (338/4996173): «Martedì (domani) inizieranno le perizie sugli edifici privati, intanto rivolgo un appello ai proprietari di seconde case rimaste agibili affinché le mettano a disposizione gratuitamente di chi ha perso la propria abitazione – chiede –. Questo potrà aiutarci, quando andremo a trattare, di esigere parità di trattamento negli indennizzi per tutti: residenti e non».  

Le scelte, intanto, incombono. «Andrò in albergo a San Benedetto del Tronto o ad Ascoli Piceno dove vivono i miei figli», riflette Sergio Bulzoni, 70 anni, ex vigile urbano che ora alloggia in tenda. «La casa ha retto e ci siamo salvati, anche se mia moglie si è ferita inciampando – racconta –. Ora è a casa di uno dei miei figli, ma loro non hanno spazio per ospitarci». Chi, invece, come Roberto Serafini ha il negozio – una profumeria su Corso Umberto I – andato completamente distrutto spera di poter restare ad Amatrice con la famiglia. «Ad ogni scossa è come riavvolgere il nastro al 24 agosto, ma io non posso andare via: il negozio non posso aprirlo altrove né posso fare avanti e indietro – spiega –. Spero nei moduli provvisori, che sono meglio della tenda, per una sistemazione abitativa provvisoria e anche per riavviare la mia attività». 

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