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sabato 10 settembre 2016

11 SETTEMBRE: 15 ANNI DOPO E IL VIA ALLE CAUSE

Usa, via libera alle cause contro Riad per l’11/9

I parenti delle vittime potranno chiedere i danni all’Arabia Saudita. Nuovo video di Al Qaeda: colpire l’America
AFP
New York per ricordare gli attacchi alle Torri gemelle ha deciso di proiettare nuovamente due fasci di luce dove erano i grattacieli

LA STAMPA 10/09/2016
INVIATO A NEW YORK
I famigliari delle vittime degli attentati dell’11 settembre potranno fare causa per danni all’Arabia Saudita. Questo dispone una legge approvata ieri dal Congresso americano, alla vigilia del quindicesimo anniversario, proprio mentre il leader di al Qaeda Ayman al Zawahiri incitava con un video i suoi seguaci a colpire ancora gli Stati Uniti e i loro amici. Il testo però sembra destinato a scontrarsi col veto del presidente Obama, contrario al provvedimento perché mette a rischio le relazioni con un alleato fondamentale in Medio Oriente.  

La maggior parte dei dirottatori dell’11 settembre 2001 era saudita, o aveva collegamenti con l’Arabia, e il ruolo del regno negli attentati è sempre stato oggetto di mistero e polemiche. Subito dopo gli attacchi, ad esempio, alcuni membri della famiglia reale che si trovavano negli Usa erano stati riportati in patria in gran segreto. La Commissione di inchiesta sugli attentati aveva indagato sulle eventuali complicità saudite, ma le sue conclusioni erano state secretate, restando fuori dal rapporto finale. Tutto questo aveva alimentato il sospetto che Riad avesse aiutato al Qaeda, e Washington volesse insabbiare per non compromettere il suo rapporto col principale produttore mondiale di petrolio. 
Nei mesi scorsi le pagine secretate della relazione della Commissione sono state pubblicate, senza rivelare novità particolari, a parte il sospetto che un funzionario consolare saudita della California avesse fornito assistenza a un dirottatore. A maggio poi il Senato aveva approvato all’unanimità la legge per consentire ai famigliari delle vittime di fare causa all’Arabia, e ieri anche la Camera ha completato l’iter. Ora quindi il testo va sulla scrivania del presidente, che avrà dieci giorni di tempo per decidere se bloccarlo col veto. 

La Casa Bianca si oppone a questa legge perché non ritiene che la complicità ufficiale del governo saudita sia stata provata, mentre portarlo in tribunale raggiungerà solo lo scopo di peggiorare i già difficili rapporti, proprio mentre l’aiuto del regno sarebbe fondamentale per fermare i terroristi sunniti dell’Isis e ricreare un po’ di stabilità in Siria e nell’intera regione. I famigliari invece vogliono fare causa non solo per ricevere compensazioni, ma anche perché così sperano di aumentare la pressione per scoprire chi aveva davvero sostenuto al Qaeda. 

Obama vuole mettere il veto, ma il problema è che forse in Congresso c’è una maggioranza di due terzi favorevole alla legge, che consentirebbe di scavalcarlo. Inoltre l’amministrazione preferirebbe evitare lo scontro pubblico su un tema così delicato, proprio alla vigilia delle presidenziali di novembre. Un’opzione quindi potrebbe essere quella di aspettare che il Senato o la Camera interrompa le sue attività, per consentire ai propri membri di fare campagna elettorale, perché così Obama potrebbe rimandare lo scontro sul veto a dopo le consultazioni di novembre.  

La legge è stata approvata alla vigilia del quindicesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, che è stato segnato anche da un nuovo video di Zawahiri: «La priorità - ribadisce il successore di bin Laden - è la jihad contro l’America. Al Qaeda deve esportare la guerra santa e colpire gli Stati Uniti e i Paesi alleati. Fino a quando i vostri crimini continueranno, gli eventi come l’11 settembre dovrebbero ripetersi migliaia di volte per volontà di Allah».  

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